La Grecia al cospetto di Germania e Francia

Nell’arco di pochi giorni il primo ministro greco del nuovo governo di larghe intese, Antonis Samaras, ha incontrato prima in Germania la cancelliera Angela Merkel e poi a Parigi il primo ministro francese Francois Holland. Gli incontri fanno parte del percorso che la Grecia deve percorrere per riconquistare in qualche modo la fiducia dei partner europei prima ancora della fiducia degli investitori.

Al momento la Grecia si trova a fronteggiare i suoi 5 anni di recessione senza più l’ausilio dei fondi elargiti dalla così detta troika, un accordo multilaterale creato dalla Bce, dall’Unione Europea e dal Fmi per raccogliere i fondi necessari al rifinanziamento del debito greco. 240 miliardi di euro per fare in modo che il Paese ellenico riesca a rimanere nell’unione monetaria europea. Ma da quando la Grecia ha affrontato le due tornate elettorali per eleggere il suo nuovo governo nel mese di giugno, sono venuti a mancare i presupposti per mantenere aperta la linea di credito, dettato soprattutto dal rischio, secondo la troika, che al governo potesse salire il partito di Syriza con l’obiettivo principale di bloccare i prestiti e uscire dall’unione monetaria europea.

Apparentemente però anche la vittoria di Nuova Democratia, partito di maggioranza, e la formazione del governo con uno storico accordo con gli avversari di sempre, il partito del Pasok, non è riuscito a dare fiducia ne agli investitori ne ai partner europei, se non per un breve periodo di reazioni positive ottenute al raggiungimento dell’obbiettivo di formare il nuovo governo.

Nei mesi successivi all’insediamento del nuovo governo sono seguite critiche  e titubanze dagli stessi che auspicavano la formazione di un governo con politiche orientate alla troika, unica via percorribile dalla Grecia per mantenere aperta la linea di credito. Così non è stato, e nelle passate settimane notizie e dichiarazioni sul futuro incerto del paese di Samaras si sono susseguite a ritmi serrati.

Il Fmi ha più volte ribadito che non vede più convenienza nel riaprire la linea di credito a favore della Grecia, e voci dal governo tedesco hanno confermato tale tendenza anche da parte del loro governo. Molti che prima paventavano il crollo dell’intera Europa con la fuori uscita della Grecia dall’euro hanno poi ritrattato avanzando l’idea che un uscita del paese ellenico dall’euro potrebbe essere contenuta dai restati paesi dell’unione.

Gli incontri avvenuti tra Samaras e i primi ministri tedesco e francese hanno virato invece su intenti condivisi e chiarificatori per  mantenere la Grecia all’interno dell’unione monetaria europea. Samaras resta convinto che sia l’unica strada da percorrere per il suo Paese, riconoscendo la necessità  di ulteriori grandi sacrifici per convincere l’Europa di potercela fare, ma dichiarando al contempo la necessità di più tempo per raggiungere gli obiettivi fiscali e dei tagli necessari per riaprire la linea di credito dei 240 miliardi di euro di cui la Grecia ha un urgente bisogno.

La Merkel durante l’incontro con Samaras ha confermato il forte impegno preso per agevolare e accelerare la fuori uscita della Grecia dalla recessone, confermando che il fondo per gli aiuti è ancora aperto e si dice fiduciosa sui risultati che Samaras raggiungerà con il suo governo. La Merkel parlando a nome di un po’ tutta l’Europa dichiara che un recupero della Grecia non potrà che giovare a tutto il vecchio continente riattivando tutte quelle dinamiche fondamentali per riguadagnare la fiducia degli investitori. Samaras dal canto suo ha criticato e alcuni commenti e interventi da parte di componenti del governo tedesco, indirizzati invece a screditare una riuscita della Grecia nel suo arduo percorso, tendendo a screditare anzitutto le parole di fiducia della Merkel stessa e secondo alimentando l’aria di incertezza che imperversa sull’Europa.

Samaras e il suo governo sono consapevoli della situazione della Grecia e anche preoccupati per l’ulteriore manovra fiscale e tagli alla spesa per un ammontare di quasi 14 miliardi di euro che vanno ad  aggravare le precedenti manovre di austerità dei mesi precedenti. Ma nel contempo non viene vista atra alternativa che fare sacrifici e cercare e guadagnarsi il posto tra i paesi dell’unione monetaria europea.

Angela Merkel è stata in visita presso il primo ministro francese Holland per una cena istituzionale con l’obiettivo di accelerare il processo di uscita dell’Europa da una situazione oramai insostenibile e discutere anche di come facilitare la situazione greca convenendo che anche il paese ellenico deve fare la sua parte con un nuovo piano di austerità. I fondi della troika rimangono bloccati fin tanto che la Grecia non darà certezza sulle sue contromisure da prendere per fronteggiare la crisi interna al suo paese, ma nel frattempo probabilmente verranno elargiti mini prestiti per garantire il funzionamento basilare del sistema paese greco, spingendo anche sulla creazione del tanto ostentato, fino ad oggi, scudo anti spread.

Il presidente Holland sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda della Merkel per ciò che concerne la necessità che Samaras e il suo governo facciano la loro porte in questo delicato gioco delle parti per tenere accese le dinamiche fondamentali per risolvere la situazione di crisi. Lo ha anche dichiarato apertamente al presidente Samaras in visita a Parigi. Tutto si gioca sulla credibilità della Grecia e sulle contromisure dell’Europa che fino a ora sembra essere stata solo prodiga di intenti ma povera di reali soluzioni. La credibilità di un intero continente non si basa solo sulle promesse ma soprattuto sul rispetto e mantenimento di esse. L’Europa farebbe bene a rispettare le soluzioni che sulla carta e in via teorica potrebbero davvero essere d’aiuto, come l’atteso fondo anti spread. Ma come è stato appurato più di una volta, il tempo è un bene prezioso, e di tempo se ne già perso molto.

Antonio Tiritiello

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