La Grecia accusa la troika: errori di calcolo nelle misure d’austerity

Grecia

Il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras.

Il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, ha accusato alla cosiddetta troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale) di aver adottato calcoli errati nell’applicazione delle misure di austerità richieste al Paese ellenico, che hanno causato gravi effetti sull’economia greca. Inoltre, rimprovera ai diversi attori europei l’aver  insinuato la possibilità che la Grecia uscisse dall’euro, perché considera tali dichiarazioni come aggravanti della crisi in Grecia.

UN POLEMICO INIZIO DI PRESIDENZA – Dallo scorso 1 gennaio 2014 la Grecia ha assunto la presidenza dell’Unione Europea, volendo dimostrare che l’ essere sotto tutela creditizia non impedisce il progredire su questioni comunitarie rilevanti. Ma non è passata neanche una settimana, che la polemica ha già raggiunto il Parlamento Europeo. Stournaras ha inviato una risposta scritta a una delegazione che indagava sulla gestione della crisi da parte dalla troika, dove affermava che l’Eurozona non diagnosticò a tempo le cause della crisi nel sud d’Europa. Come conseguenza, il programma d’austerity si approvò in un momento in cui il Paese era già in recessione, aumentando gli ostacoli per la ripresa economica, in quanto i provvedimenti strutturali sono più facile da applicare durante i periodi di crescita economica.

LA TROIKA AMMETTE GLI ERRORI – Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) già aveva riconosciuto all’inizio dell’anno scorso che i moltiplicatori usati per effettuare le previsioni economiche durante la crisi dell’euro erano errati perché avevano sottovalutato l’impatto dell’austerità sull’economia. Con i calcoli ottimisti del primo programma d’imposizioni nel maggio 2010, si pronosticava una riduzione del deficit e un ritorno alla crescita economica per il 2012, nonostante il Pil greco continuasse a cadere anche nel 2013. Oltretutto, Stournaras denuncia che al governo greco gli è sia stato dato un periodo di tempo molto breve (sette mesi) per applicare tutti i requisiti, quasi una “missione impossibile”.

LE CONSEGUENZE DELLE IMPRECISIONI – La profonda recessione economica, i durissimi pacchetti di misure destinati a incrementare le tasse e ridurre le spese pubbliche, insieme agli errori di calcolo nella stima delle conseguenze dell’austerity, hanno causato la discesa del Pil greco del 25% dal 2009. Inoltre, la disoccupazione è salita fino al 27%, con due persone su tre senza lavoro per più di un anno, e i redditi dei greci sono diminuiti di un terzo in sei anni. Per di più, circa il 35% della popolazione è a rischio di povertà o di esclusione sociale, in quanto le imposizioni non sono state applicate in maniera uniforme per i diversi gruppi sociali.

ASPETTANDO IL PROSSIMO CONTROLLO – Nonostante i rimproveri da parte del ministro delle Finanze greco, è comunque previsto un controllo della troika ad Atene il prossimo 15 gennaio e il Paese ellenico continua ad oggi con il secondo programma d’imposizioni approvato nel 2012, dopo il salvataggio bancario di 110 miliardi di euro che la Grecia chiese all’Unione Europea nel 2010.

Sandra Alvarez

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