La grande truffa dell’abrogazione dell’Imu

Enrico Letta (gstatic.com)

Roma – I politici e i giornalisti sostenitori delle larghe intese – cioè quasi tutti – stanno elogiando l’esecutivo guidato da Enrico Letta in tutti i modi. Il presidente del Consiglio in persona ha detto che «questi quattro mesi hanno cambiato l’Italia». Punto cardine di questa campagna di sostegno al Governo, è ricordare che l’Imu è stato abolita. Ammesso e non concesso che l’Imu sia veramente una delle emergenze del paese, bisognerebbe sapere quali risorse sono state usate per la cancellazione della tassa introdotta dal Governo Monti e votata dalla stessa maggioranza che adesso l’ha abolita.

Innanzitutto sono stati tagliati trecento milioni dagli investimenti per la manutenzione della rete ferroviaria, e lo stato di degrado dei treni e delle stazione italiane è noto a chiunque abbia preso il treno anche solo una volta nella vita. Durante il Consiglio dei Ministri, i vari politici avranno pensato che tanto gli italiani ci sono abituati ad aver un servizio pessimo, per cui non c’è problema se così continuerà ad essere.
Poi, siccome il lavoro è l’emergenza da affrontare subito, come dicono da venti anni politici di destra, di centro e di sinistra, sono stati tagliati cinquanta milioni alle assunzioni nella pubblica amministrazione. Sono stati ridotti anche i fondi per le assunzioni per la sicurezza, i vigili del fuoco e le forze armate: cinquanta milioni sulle risorse stanziate dall’ultima legge finanziaria.

Ma il taglio più vergognoso è quello che riguarda la lotta all’evasione fiscale. Sono stati tagliati venti milioni dalle risorse stanziate nel 2003 per le assunzioni di nuovi ispettori finalizzate alla lotta all’evasione, ma si riduce di dieci milioni anche il fondo per incentivare la mobilità e le trasferte del personale che combatte i contribuenti meno fedeli con il fisco, il lavoro nero, il gioco illegali e le frodi fiscali.

Stefano Fassina (affaritaliani.it)

Tutti i lor signori ministri e parlamentari non fanno altro che parlare di cambiamento e di come questo esecutivo ne sia un esempio. Ma i fatti dicono un’altra cosa, cioè che questo Governo è esattamente l’opposto di quel cambio di passo che i cittadini italiani, alle ultime elezioni politiche, hanno chiesto alla politica italiana. Per cambiare, bisogna partire dal presupposto – che negli altri paesi occidentali è scontato, ma in Italia non si è mai preso minimamente in considerazione – che le tasse si possono abbassare quando le pagano tutti. In Italia, invece, le tasse le pagano in pochi. Proprio recentemente, la Guardia di Finanza ha scoperto 4.933 evasori totali dall’inizio dell’anno, equivalenti a 17,5 miliardi di euro complessivi di redditi nascosti al fisco. Secondo un’indagine dell’anno scorso, effettuata da Krls Network of Business Ethics per conto dell’associazione Contribuenti Italiani, sono 180,9 i miliardi di euro di imposte sottratte ogni anno all’erario. Ecco, per poter abbassare le tasse senza tagliare sui servizi – che sono già a dir poco scadenti – e sul lavoro, bisogna prima far pagare tutti questi non-contribuenti. E in Europa lo sanno bene, tant’è che a giugno la Commissione Ue ha chiesto all’Italia di attuare le regole Ue contro l’evasione fiscale o rischia di essere deferita davanti alla Corte di Giustizia. Ma è un monito che, a differenza di quelli di Napolitano, è destinato a non essere ascoltato.

È ovvio che questo Governo non farà nulla in questa direzione. Innanzitutto perché all’interno del Partito Democratico c’è chi giustifica l’evasione fiscale, come Stefano Fassina: «Non sempre e non solo è una questione morale. Non sempre e non solo è egoismo sociale dei vip o il ribellismo antisociale. Sì, ci sono anche gli evasori per sopravvivenza». E questo sarebbe il Viceministro dell’Economia e delle Finanze?

E poi per il motivo più ovvio: perché questo Governo è sostenuto da un frodatore fiscale. E la sua condanna non è stata giustificata, come qualche esponente del Pdl ha cercato di far credere, dal fatto che il Cavaliere non poteva non sapere. Il leader del centro-destra è stato condannato in quanto «ideatore del meccanismo del giro dei diritti, che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo». E questo signore dovrebbe condurre una lotta all’evasione fiscale? Sarebbe come chiedere ad Assad di bombardarsi da solo.

Giacomo Cangi

foto: gstatic.com; affaritaliani.it; investireoggi.it

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