La grande bellezza e la politica: tanti plausi, pochi investimenti

La grande bellezza trionfa agli Oscar

La grande bellezza trionfa agli Oscar

Il mondo cinematografico italiano, ed il conseguente pubblico, gioisce all’unisono per l’assegnazione di questa notte del premio Oscar come miglior film straniero a Paolo Sorrentino per La grande bellezza. Nonostante la pellicola sia stata invasa da ondate di critiche e discussioni, l’Italia si è stretta intorno al film e al regista, sperando in una vittoria importante per rilanciare la nostra consolidata, e un po’ persa, tradizione cinematografica, a secco di importanti riconoscimenti e, nello specifico, di premi Oscar da quindici anni, quando la vittoria andò a Roberto Benigni per La vita è bella.

I COMPLIMENTI DELLE ISTITUZIONI - Anche le istituzioni pubbliche hanno accolto felicemente la notizia e molti politici hanno espresso la propria vicinanza a Sorrentino tramite l’ormai irrinunciabile social network Twitter. Il premier Matteo Renzi è stato il primo a complimentarsi con il regista napoletano, esprimendo tutto il suo orgoglio alle sei del mattino; a lui è seguito il Ministro ai Beni culturali Dario Franceschini che così ha commentato: «Viva Sorrentino, viva il cinema italiano! Quando il nostro Paese crede nei suoi talenti e nella sua creatività, torna finalmente a vincere ». Al coro si sono uniti anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e quello di Roma Ignazio Marino, tutti concordi nel riaffermare l’orgoglio italiano e l’importanza di questa vittoria.

 

 

TANTI APPLAUSI E POCHI INVESTIMENTI - È fuori discussione che i complimenti e la gioia per questo successo italiano siano dovuti, ma ci si domanda se questi non risultino un tantino ipocriti visto il continuo taglio che il mondo della cultura e, conseguentemente, quello del cinema, subiscono in Italia ormai da decenni.
Risale a quest’estate la protesta animata che intrapresero registi, attori e tutti gli operai del settore, di fronte al ministero della Cultura per l’incombente minaccia del taglio del Tax Credit; nonostante questa sia poi stata confermata nel decreto Cultura dell’ottobre 2013, la situazione del cinema italiano vive in costante stato di agonia, essendo priva di finanziatori ed investimenti, soprattutto pubblici. La stessa sorte, ovviamente, spetta ai festival cinematografici del paese, costretti a districarsi con la pesante burocrazia e a affidare la loro sopravvivenza a sponsor privati che spesso mancano, poiché comuni e governi non garantiscono risorse economiche adeguate.

 

CULTURA COME RINASCITA SOCIALE ED ECONOMICA - Nonostante sia chiaro che tutto il paese sia ancora in piena crisi economica, non è giustificabile la mancanza di investimento nel mondo culturale e cinematografico, padri dell’identità nazionale ed orgoglio riconosciuto a livello mondiale, nonché base fondamentale per una rinascita che potrebbe interessare anche l’economia. Quindi, tirando le somme, ben vengano i complimenti della politica al trionfo de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, ma ciò che gioverebbe di più al cinema italiano sarebbe un cospicuo e, soprattutto, motivato investimento nella cultura; non basta gioire di fronte al fatto compiuto nella speranza che le luci sul cinema italiano si accendano da sole, ma è necessario che la spinta sia data dall’alto. E, nel frattempo, il popolo italiano non dovrebbe mai smettere di andare al cinema, aiutando, nel suo piccolo, l’industria e la diffusione culturale.

Alessia Telesca

foto: ansa.it

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