La fine dei film in streaming. Sequestrati 46 siti pirata

Sono stati sequestrati ben 46 siti pirata che trasmettevano film in streaming coperti da copyright. Tra questi anche 'La grande bellezza' di Sorrentino

siti pirata

Una scena de ‘La grande bellezza’, film già presente sui siti sequestrati

Il Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria della Guardia di Finanza ha sequestrato quarantasei siti pirata dove era possibile visionare film in streaming coperti da copyright, alcuni ancora non usciti nelle sale italiane. Tra questi figurava anche il fresco vincitore dell’Oscar per il Miglior film straniero, La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

NO MORE MOVIES - Una violazione della normativa del diritto d’autore, questo l’illecito attuato dai gestori dei siti pirata finiti sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza prima di essere bloccati. I siti sequestrati erano allocati maggiormente su server esteri e nell’elenco ne figurano alcuni di certo ben conosciuti da molti internauti come Piratestreaming.tv, Filmxtutti.org, Filmstreamita.tv, Casacinemaz.net, Eurostreaming.org. Tutti coloro che si collegheranno su uno dei siti sequestrati verranno indirizzati su un’altra pagina dove è spiegato il sequestro avvenuto. L’inchiesta è per ora avviata contro ignoti, essendo i proprietari dei siti residenti all’estero. 

INDAGINI IN CORSO – Il colonnello Marco DeFila ha spiegato che «è in atto un approfondimento per verificare se l’esposizione dei banner pubblicitari, che riguardano primari marchi nazionali e internazionali, abbia carattere lecito o illecito, all’insaputa e a danno delle stesse marche, con sistemi diffusi come specchietto per le allodole in modo da attirare utenti sui siti».

I DANNI DERIVANTI DALLA PIRATERIA - Come si legge in un comunicato della Guardia di Finanza, «La pirateria in Italia determina danni economici per svariate centinaia di milioni di euro all’anno, e le conseguenze si riversano anche sul versante occupazionale. Solo nell’ultimo triennio sono stati oltre 22mila i posti di lavoro persi in vari settori del circuito cinematografico».

Gian Piero Bruno

@GianFou

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