Con la doggy bag è lotta allo spreco alimentare

doggy bag

Il logo de “Il Buono che avanza”

La prossima volta che vai in trattoria o al ristorante, non provare vergogna a chiedere se puoi portarti a casa il pasto avanzato o la bottiglia di vino rimasta a metà: è una domanda legittima. Anzi, sarà persino una richiesta ben accetta, se il ristoratore fa parte del circuito Il Buono che avanza, la prima rete di ristoranti ad “avanzi zero”, che intende contrastare il quotidiano spreco di cibo promuovendo comportamenti più responsabili e diffondendo l’adozione della doggy bag. L’iniziativa, nata qualche anno fa, è stata promossa da Cena dell’Amicizia Onlus, un’associazione di volontariato milanese, che offre da oltre quarant’anni pasti caldi e assistenza ai senzatetto.

LA SOBRIETA’ CONTRO LA CULTURA DELLO SPRECO – I locali che aderiscono all’iniziativa li puoi riconoscere grazie a un logo esposto all’entrata, che ritrae  un sacchetto che strizza l’occhio con complicità, mentre viene riempito con gli avanzi del cibo. Ed è proprio un sacchetto, detto anche doggy bag, quello che i ristoratori offrono ai clienti, perché conservino e portino via ciò che rimane del pasto: l’avanzo di pizza, il pane non consumato, il pezzo di crostata di troppo o il prosecco non terminato, sufficiente per riempire ancora altri bicchieri.

«Abbiamo lanciato questa idea – dichiara Cornelia Pelletta, ideatrice del progetto insieme a Massimo Acanfora, e volontaria di Cena dell’Amicizia Onlus – per portare le persone a riflettere sui propri comportamenti e sul proprio stile di vita. Lo “spreco” è esso stesso cibo, e sprecare cibo è un insulto alla povertà e all’indigenza che caratterizzano tante realtà che ci circondano. Vede, stare a contatto con i senzatetto ci ha aperto ancora di più gli occhi sul valore del cibo e quello che vogliamo trasmettere con forza alle persone è che essere più sobri è un atto di giustizia e di rispetto verso chi non ha nulla».

200 GRAMMI DI CIBO A SETTIMANA PER FAMIGLIA VENGONO BUTTATI VIA – E pensare che di cibo ne sprechiamo continuamente. Ogni anno, milioni di tonnellate di alimenti vengono buttati nella spazzatura da case private, ristoranti, supermercati. I dati dicono che ogni famiglia italiana butta in media 200 grammi di cibo a settimana, tra frutta, verdura, latticini, pane e carne avanzati nel piatto o dimenticati nel frigo e arrivati ormai a scadenza.

Il buon senso si misura anche a tavola. Non è un caso che, tra gli altri, abbia sovvenzionato l’iniziativa anche l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano, con l’intento di combattere gli eccessi alimentari a tavola, causa molto spesso di sovrappeso e di varie patologie. Il messaggio è che limitare le porzioni di cibo nel piatto ed evitare il superfluo ha ricadute positive sulla nostra salute.

All’estero sono più attrezzati di noi contro lo spreco alimentare, almeno al ristorante. L’abitudine all’uso del doggy bag è ormai consolidata in molti paesi. «In Italia, invece – continua Pelletta – è ancora radicata l’idea che sia sconveniente e poco elegante chiedere la borsina del cibo avanzato. Insomma, si pensa di passare per “poveretti”. È proprio questa la mentalità che va cambiata».

doggy bag

Una doggy bag

PREGO, UNA DOGGY BAG PER VOI – Ad oggi, sono circa 80 i locali che hanno aderito a Il Buono che avanza. Cristina Borgherini, titolare della Trattoria Mirta, è stata la prima a rispondere alla chiamata dell’Associazione. Così, spiega: «Io sono stata volontaria della Cena dell’Amicizia Onlus per molti anni, conosco bene la realtà dei senza dimora che mi ha sensibilizzata sul tema dello spreco, perciò quando mi hanno chiesto di entrare in questo circuito virtuoso, ho accettato subito. Vedo che il progetto funziona, i clienti sono molto incuriositi dall’iniziativa. Certo, c’è ancora tanta strada da fare, nel senso che sono sempre io a proporre ai clienti di portarsi a casa la bottiglia di vino, loro non si azzardano a chiederlo. Eppure, dopo il primo tentennamento, le persone rispondono positivamente alla mia richiesta, non è mai successo che qualcuno abbia rifiutato. Capiscono il senso dell’iniziativa e ne condividono le finalità. Così, ci auguriamo che l’esempio contagi tante altre persone e che si diffonda a lungo raggio l’abitudine del doggy bag».

UN BUON ESEMPIO PER TUTTI – La sensibilità e la determinazione hanno portata Cristina a organizzare nel suo locale, per la vigilia di Natale, una cena offerta ai bisognosi del territorio. Un aspetto, questo, su cui l’Associazione vuole impegnarsi con decisione: «Sull’esempio di Cristina – specifica Cornelia Pelletta – vorremmo favorire un rapporto più stretto tra ristoratori e realtà della zona, provando a organizzare la distribuzione del surplus giornaliero delle trattorie ai bisognosi del quartiere. Appena possibile, lavoreremo anche su questo progetto».

Il Buono che avanza fa appello al buonsenso di tutti noi, perché contribuiamo a diffondere abitudini più sostenibili e civili: il primo passo, semplice e gratuito, può essere proprio quello di ricambiare col nostro buon esempio la strizzata d’occhio del sacchetto che il ristoratore ci porgerà.

Valeria Nervegna

foto: milanomilano.eu  – 06blog.it

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