La discutibile vignetta satirica di Giannelli sul Corriere della Sera

La vignetta di Giannelli pubblicata sul Corriere della Sera, ha i toni amari del sentimento di avversione contro i profughi. Dilaga il disgusto sul web

vignetta

Dilagante indignazione sui social network a causa della vignetta pubblicata dal Corriere della Sera. I tratti satirici della matita di Giannelli disegnano una famiglia che torna dalle ferie e trova la casa occupata da alcuni profughi di colore. Un umorismo ‘nero’ che lascia l’amaro in bocca a molti lettori; se non altro perché, da un giornale di un certo calibro, non ci si aspetta certo che lo humor possa sfociare nella mediocre comicità razziale.

L’IMMAGINE DEL NEMICO – Quel che risulta essere ancor più fuori luogo non è la semplice ed ovvia mancanza di ilarità, in quella vignetta c’è ben altro che suscita disgusto, si tratta di quella volontaria ed ostinata distorsione della realtà che mira a mostrarci vittime di un’illecita e barbara invasione. Quel che si mette in evidenza è l’immagine di un’infestazione tossica che invade il nostro territorio, di un nemico, usurpatore il cui unico obiettivo sarebbe quello di sottrarci il nostro spazio, la nostra sudata terra.

Le reazioni su Facebook alla vignetta di Giannelli  (nextquotidiano.com)

Le reazioni del web (nextquotidiano.com)

L’EPIDEMIA ANTI-INTEGRAZIONE – Inserendosi nella massiccia campagna mediatica contro gli immigrati -  in corso oramai da diversi mesi – la vignetta di Giannelli non è che uno dei tanti tasselli di quell’intricato mosaico che investe la questione dell’integrazione, della solidarietà etnica e del cosmopolitismo. Proprio in questi giorni di scontri per lo sbarco di svariate centinaia di profughi a Casale San Nicola e a Treviso, il Corriere della Sera fa da eco all’imperante protesta contro l’ingresso dei rifugiati nel nostro Paese. Ma qui c’è qualcosa di più: sotto un velo di satira malriuscita si nascondono paure irrazionali. È, invero, un disegno che oscilla tra l’idiozia, il ridicolo, l’incredulo e l’insensata incapacità di comprendere quanto sta accadendo.

Ed è alla luce di tale scenario che sorgono spontanee alcune domande: sostenere l’ideologia nazionalista significa “schierarsi dalla parte sbagliata”? Qual è davvero la misura della strumentalizzazione politica?

Antonietta Mente

@AntoMente

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