La dieta mediterranea aiuta a prevenire problemi di memoria

Oli e vini della tradizione italiana

Una bella insalata condita con olio e noci, un calice di vino rosso, una tazzina di caffé: ecco i segreti per salvare la memoria, come consigliano i geriatri della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), secondo cui gli antiossidanti e soprattutto i polifenoli contenuti in olio, vino, caffé e noci sono gli alleati più preziosi per mantenere il cervello sano molto a lungo. Sarebbero proprio i cibi della nostra tradizione a migliorare le capacità cerebrali, come dimostra un’attendibile ricerca spagnola. Lo studio PREDIMED (PREvencion con DIeta MEDiterranea), appena pubblicato sul Journal Alzheimer Deseases, è stato condotto da ricercatori spagnoli dell’università di Barcellona su circa 450 uomini e donne fra i 55 e gli 80 anni, ad alto rischio cardiovascolare. I medici hanno valutato il profilo del genotipo di apolipoproteina E, che trasporta il colesterolo e spesso si associa a un maggior rischio di Alzheimer; quindi hanno indagato il tipo di alimenti consumati, il livello di polifenoli nelle urine e i risultati ottenuti in test neuropsicologici di valutazione della memoria e delle capacità cognitive.

“Alcuni cibi sono risultati associati a una migliore funzionalità cognitiva”, spiega Giuseppe Paolisso, presidente SIGG. “Un paio di cucchiai d’olio di oliva al giorno” aggiunge Prolisso, “migliorano la memoria verbale e quella a lungo termine; 2-3 tazzine di caffé al giorno si associano a un incremento della capacità di immagazzinare ricordi nel lungo periodo; un pugno di noci, nocciole o altra frutta secca migliora la memoria di lavoro, mentre il consumo di una modica quantità di vino rosso al giorno è correlato a punteggi migliori ottenuti nel test Mini-Mental State Examination, molto attendibile nel determinare il grado di un eventuale deficit cognitivo e la progressione in condizioni di demenza. Da tutti questi dati”, continua lo specialista, “si stima che una dieta mediterranea ricca di questi alimenti possa ridurre il rischio di andare incontro a deficit cognitivo e ad Alzheimer”. L’ Alzheimer, infatti, nel nostro Paese riguarda oltre il 3,5% della popolazione: sono oltre 500 mila gli italiani affetti da tale patologia. La prevenzione con la dieta potrebbe diminuire i costi associati all’Alzheimer, che oggi in Italia ammontano a 50 mila euro all’anno per paziente, per un totale di oltre 30 miliardi di euro annui fra costi sociali e sanitari.

Risulta scorretto, quindi, demonizzare olio, vino, caffé, noci: se usati con moderazione, non sono responsabili dei chili di troppo, e soprattutto aiutano a lungo termine la nostra mente.

Benedetta Rutigliano

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