La danza dei dannati: l’Inferno al Teatro degli Arcimboldi

MILANO – Una prima al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Il 3 maggio scorso ha debuttato sul palcoscenico più grande d’Europa lo spettacolo creato da Emiliano Pellisari Studio, Inferno, al quale seguirà, a partire dal prossimo 10 maggio, Cantica II: primi due capitoli di una trilogia che vedrà la sua conclusione nel 2012 con il Paradiso.

Già ideatore di Daimon, Nograviy e Comix, il geniale Pellisari si cimenta in un’opera sorprendente ispirata alla Divina Commedia del sommo poeta Dante. Musica, luci, movimenti si combinano dando vita ad una esibizione che costantemente oscilla tra recitazione, arte circense e coreografia acrobatica. Un’atmosfera al limite del reale, ove la suggestione è così potente ed intensa da indurre lo spettatore a vivere l’illusione come tangibile verità. Fisica e logica si annullano lasciando il campo alle inafferrabili leggi del sogno. Uno spazio percettivo virtuale, che i sensi faticano a decifrare e ricondurre ad una visione sistemica e razionale del mondo comunemente inteso.

L’eclettismo di Pellisari – autore teatrale, scrittore, regista e sceneggiatore cinematografico, scenografo, costumista, illusionista, regista teatrale, coreografo sui generis e ancor prima muratore, falegname, idraulico, elettricista, ferroviere – ha origine nello studio del teatro ellenistico e del teatro fantastico rinascimentale e nelle ricerche sulle invenzioni scenotecniche del Seicento. Giunge cosi a concepire un rapporto uomo-macchina mai visto prima, scioccando il pubblico che si interroga e indaga sui meccanismi in atto e sugli effetti speciali, e al contempo affascinandolo con l’indiscutibile bellezza e armonia del risultato.

I danzatori – Mariana Porceddu, Annalisa Ammendola, Giulia Consoli, Gabriele Bruschi, Yara Molinari, Patrizio Di Diodato – si muovono armoniosi e inconsistenti su un palco pluridimensionale, fluttuando liberamente nell’aria, nuotando senza fatica come sirene immerse in una immaginaria bolla d’acqua, interpretando i personaggi più noti e simbolicamente espressivi della cantica. Figure caleidoscopiche che celebrano una diafana corporeità, uomini nudi che aleggiano senza gravità, sospesi tra luce e oscurità, accompagnati da musica strumentale e dalle voci recitanti di Gianni Bonagura e Laura Amadei.

La scena si apre con una sorta di incipit: Atlante regge sulla testa un cubo nel quale si trova un uomo. Da qui si entra nella “città dolente” – “Lasciate ogni speranza voi ch’ entrate” – luogo metafisico costituito dai corpi dei dannati. Dante e Virgilio camminano nel cieco mondo, superando ostacoli, strade tortuose, lasciando dietro sé la torre vivente di Babele, Fialte, grandi poeti come Omero, Orazio, Ovidio, Lucano, dannati (Filippo Argenti, Farinata), rossi diavoli che precipitano dall’alto. Assistono a scene di dolente drammaticità, come la trasformazione in albero di Pier delle Vigne, o alla disperazione di anime condannate per l’eternità che si avvinghiano e si separano, all’infinito. I 7 peccati capitali, elencati uno ad uno e rappresentati da coppie che si muovono in un gioco di specchi, cedono il passo all’assolo del Conte Ugolino, alla fiamma di Ulisse, alla poetica incarnazione dell’amore infedele di Paolo e Francesca. Ed infine la stella, luce e volere divino, che si schiude alla vista dei due pellegrini: “E uscimmo fuori a riveder le stelle”.

Chiara Albricci

Dal 3 all’ 8 maggio 2011: Inferno
Dal 10 al 15 maggio 2011: Cantica II
Teatro degli Arcimboldi, 20  – Viale dell’Innovazione, 20 -  Milano
Orario: da martedì a sabato ore  21.00 domenica ore 16.00
Ingresso: da € 17 a € 30 (+ prevendita)  Carnet per entrambi gli spettacoli € 33
Info: 02 641142212

 

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