La coppia Sottile-Sardoni e l’equazione perfetta

sottile-sardone

Vivere in coppia è difficilissimo, soprattutto in televisione e si contano sulle dita di una mano gli esempi riusciti, tutti accomunati da una sorta di devolution o – per dirla calcisticamente – dalla capacità di “fare assist” al compagno”. Gli archetipi che ricordiamo sono – in se stessi- incolmabili (come Totò e Peppino, Sandra e Raimondo Vianello per dire il top) e dicono una fenomenologia dello stare insieme la quale evoca la felice formula della totalità dinamica del sociologo Levin per cui il gruppo è qualcosa di più o, per meglio dire, qualcosa di diverso della somma dei suoi membri.

SOTTILE E SARDONI A ‘IN ONDA’ - E l’equazione perfetta di un programma televisivo condotto in coppia è sull’armonia e sul giusto fair play tra i conduttori, che annulla il  loro narcisismo a fare le primedonne per cui ci si offre –  a vicenda –  a fare uno la spalla del partner a seconda delle situazioni. È il caso riuscito  (solo adesso) del talk come In Onda su La7 proposto nei mesi estivi – dopo il tg di Mentana – al posto di Otto e Mezzo della Gruber. E come ogni anno si dibatte sui conduttori, quasi fosse un caso accademico di televisione duale nel quale il format è più importante del contenuto: ebbene a suo tempo furono Luca Telese e Luisella Costamagna, poi lo stesso Telese con  Nicola Porro, in seguito  Filippo Facci e Natascha Lusenti e in queste settimane Salvo Sottile e Alessandra Sardoni. Di tutta questa rassegna, l’attuale coppia Sottile-Sardoni sembrerebbe la migliore per diversi motivi, primo fra tutti proprio l’assenza di “super ego” in studio che giova allo spettatore e agli ospiti.

 

UNA COPPIA CHE FUNZIONA - In termini auditel In Onda viaggia sulla media della rete (fra il 3 e il 5%), ma ciò che si apprezza è la convergenza fra i conduttori che più diversi non potrebbero essere e tuttavia fanno team building, si lanciano la parola a vicenda con generosità e correttezza. La Sardoni è ormai una colonna portante della cronaca parlamentare, bravissima, anti-diva e informata, misurata ma che non le manda a dire nello stesso tempo. Una che non si sfibra nemmeno quando Mentana la mette in video a copertura di intere maratone politico-elettorali. Salvo Sottile – pur rimanendo in studio – porta invece ha lo stile “istant noir” di Quarto grado e Linea gialla, è sostanzialmente il cronista inviato in esterna e quindi il suo essere incidentale ma ritmato nel programma funziona con la Sardoni, più a suo agio a decriptare i retroscena dei salotti e dei transatlantici. Una dualità che mette in dialogo il Palazzo e la strada, gli umori e le decisioni che fa fare al programma un salto qualitativo interessante.

Dismessi dunque i panni radical chic degli anni scorsi e uscito dalle autoreferenzialità precedenti, In Onda ha trovato il giusto mix di cronaca e politica per stare sul pezzo e vince l’ardua sfida della conduzione duale.

Giuseppe Trapani

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