La Cina Arcaica: la genesi di una civiltà a Palazzo Venezia

La Cina Arcaica, la locandina dell'evento

La Cina Arcaica, la locandina dell’evento

Roma - La Cina Arcaica rivive presso le sale quattrocentesche del Museo Nazionale di Palazzo Venezia nella Capitale. Fino al 20 marzo 2014 è possibile visitare una dettagliata mostra sui primordi della civiltà cinese sino alla sua unificazione in un periodo che intercorre fra il 3500 al 221 a.C.  L’evento è curato dalla Art Exhibitions China in concordanza con le direttive ministeriali sulla promozione e l’interscambio culturale fra Italia e Cina. La mostra è suddivisa in cinque tempi che segnano alcune tappe fondamentali della storia di una civiltà sorta sulle terre a ridosso dei fiumi Giallo e Azzurro, a partire dal tardo neolitico sino all’unificazione dell’impero cinese per mezzo della dinastia Qin. Gli apparati governativi instauratisi nel lasso di tempo documentato nascono con la costituzione di entità proto statali denominate bangguo, alle quali seguono i regni regionali wangguo, per poi assemblarsi nell’huangguo, l’impero congiunto.

La mostra si apre con la sezione Dagli albori della civiltà, offrendo un quadro generale sulla nascita dei primi villaggi insediatisi fra i due fiumi, dal 3500 al 2000 a.C.  A questa epoca risale il sito archeologico di Taosi, la cui esistenza è collocata, secondo la datazione del radio carburo, fra il 2500 e il 1900 a.C. La città di Taosi è situata nella provincia di Shanxi del distretto di Xiangfen e conserva i resti della illustre cultura Longshan  che spaziano dalle abitazioni alle tombe, dai lavori in legno ai manufatti in bronzo e terracotta. La civiltà di Longshan si è instaurata nel medio corso dei fiume Giallo il cui patrimonio a noi pervenuto esprime la sua profonda conoscenza delle tecniche di produzione artigianale del vasellame e di lavorazione della giada. Nella necropoli  di Taosi, caratterizzata dalla forte stratificazione sociale delle tombe, si ammirano gli scavi del più antico osservatorio astronomico dell’Asia Orientale. Tra i reperti in mostra spicca un oggetto rituale in giada del tipo cong risalente al neolitico, assieme a tazze e vasi in terracotta finemente dipinti e  a un’elegante spilla per capelli in giada.

Nascita dei primi regni è la seconda sosta del viaggio a ritroso che documenta il fiorente sviluppo della cultura di Erlitou fino alla fase iniziale della dinastia Shang, dal 1900 al 1400 a.C. Tra i fiumi Yi e Luo nascono i primi regni regionali wangguo. Sulla riva nord del fiume Yi emerge lo splendore dell’epica città di Erlitou, famosa per aver stimolato gli scambi interculturali fra i vari insediamenti locali, in particolare tra le dinastie Shang e Zhou, sorte nella pianura centrale. Da Erlitou proviene Herzun, un recipiente di bronzo calco di una iscrizione ritraente la prima comparsa del termine Zhongguo in caratteri antichilocuzione che diverrà conosciuta da tutto il popolo cinese in quanto epiteto del proprio Paese. Sull’incisione viene indicata una zona attualmente situata nella provincia dello Henan, corrispondente al sito dell’antica Erlitou. Dagli scavi delle tombe di Yangjahan, della provincia di Hubei,  emergono alcuni utensili appartenuti alla dinastia Shang, tra cui un recipiente rituale in bronzo del tipo jia. La cultura di Erlitou è madre di una tecnica avanzata di fusione del bronzo per la produzione di recipienti che prevedeva l’inserimento del metallo fuso in un particolare stampo di argilla.  Con tale sistema sono stati prodotti  alcuni resti esposti alla mostra, come un calice tripodale in bronzo di tipo jue ed una placca in bronzo intarsiata di turchesi, raffigurante un volto animale. Oltre alla lavorazione del bronzo, ad Erlitou era possibile costruire le fondamenta delle abitazioni con un metodo progredito di utilizzo della forza manovale che, unendo la semplice terra al legname e rafforzando le strutture con impasti di pietrisco, ergeva dei palazzi dalle fascinose geometrie e dal complesso assetto architettonico.

Il culto degli antenati e il sacrificio offerti alle divinità riporta la storia della cultura Shang, la seconda e longeva dinastia cinese al potere dal 1600 al 1047 a.C. Durante la dinastia Shang sorgono le prime forme di schiavismo, si costituiscono gli apparati burocratici e l’esercito. La nascita di un’elite dominante comporta il sorgere dell’esigenza di una distinzione per ceti, basata sull’acquisizione, da parte delle caste più abbienti, di ingenti quantità di bronzo,considerato simbolo di ricchezza e potere. Ritrovata nel sito archeologico di Yin Xu, la tomba della regina Fu Hao sfoggia la sontuosità degli uomini al potere durante i regno del consorte Wu Ding, ventitreesimo re degli Shang. Fu Hao è ricordata per la sua prodezza nei combattimenti e per la sua profonda conoscenza dei meccanismi politici ed economici. Nel suo sepolcro, scoperto intatto, sono stati ritrovati molti manufatti in bronzo dei tipi jia, gu, je, you e vari ornamenti e suppellettili in giada.

Durante il regno degli Shu, nel sud ovest della Cina,  sorgono due imponenti città i cui scavi hanno attestato la tendenza della civiltà del periodo al ricorrere a frequenti pratiche rituali. Nel sito di Saxingdui è stato ritrovato il più antico albero sacro della storia che si ritiene possa raffigurare Fusang, il mitico albero sui cui rami inferiori si appoggiavano i dieci soli mentre ogni giorno,  a turno, uno fra loro si avventurava verso la cima rischiando il mondo. Il sito della città di Jinsha, capitale dell’antico regno Shu, risale al 1100-600 a.C. A questi scavi appartiene un ornamento in oro dalla forma circolare con incisi i sacri uccelli del sole, scelto come logo ufficiale dal Chinese Culturale Heritage e del Museo Archeologico di Jinsha.

Riproduzione dell’ornamento in oro presso il museo archeologico di Jinsha.

Riformare il paese attraverso i riti e la musica è uno sguardo sul rapporto fra la musica e la società durante la dinastia degli Zhou occidentali, dal 1046 al 771 a.C. Tale civiltà si basava sulla messa in pratica di un sistema rituale chiamato li, un insieme di regole da cui attingere per relazionarsi nella società, in diretta connessione con la musica ye, la quale stimolava la comunicazione fra gli uomini emanando armonia. La necropoli di Zhangjapo conserva alcuni oggetti dal valore inestimabile di una dinastia durata ottocento anni, tra i quali si ammirano un recipiente in bronzo per alcolici appartenente al marchese dello stato di E vicino a uno strumento idiofono, simile nella forma a una campana, di tipo bo.

L’epilogo della mostra è costituito dalla sezione Lotta tra gli stati per l’egemonia, che descrive gli ultimi trascorsi delle varie civiltà cinesi fino alla costituzione di uno stato unitario. L’arco di tempo compreso fra il 770 e il 221 a.C., che abbraccia il Periodo delle Primavere e Autunni e quello dei Regni Combattenti, vede lo scorrere della dinastia degli Zou orientali. Nel 551 a.C. nasce Confucio nello stato di Lu e assieme a lui si fondano le prime scuole filosofiche a stampo taoista e maoista, destinante a perdurare nella cultura cinese fino ad oggi. Il sito Yongcheng della capitale dello Stato di Qin risplende in tutta la sua magnificenza attraverso le armature minuziosamente imbastite, le poderose spade affilate e un’imponente struttura Bianzhong di tipo yong, costituita da una serie di trentasei campane di bronzo. Dopo lunghe lotte per l’indipendenza e l’unificazione dei sette regni da parte dell’esercito di Qin Shi Huang, La Cina Arcaica lascia il passo a un solo grande impero, portando in seno millenni di fascinoso mistero, sapienza e grandiosità.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

La Cina Arcaica (3500 a.C. – 221 a.C.)

Sale quattrocentesche di Palazzo Venezia

Via del Plebiscito, 118 – Roma

Dal 21 giugno 2013 al 20 marzo 2014

Costo biglietto: 4 euro.

Per ulteriori informazioni sulla mostra cliccare qui.

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