La Cattedrale di Mauri nell’Anno della Biodiversità

Inaugurata nel bergamasco l’architettura che riconcilia uomo e ambiente

di Benedetta Rutigliano

2010: Anno internazionale della Biodiversità

Il 2010 è stato proclamato Anno internazionale della Biodiversità dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, già dal dicembre 2006.

La Convenzione sulla diversità biologica, in vigore dal 29 dicembre 1993, è il primo accordo globale per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità, sottoscritto, dall’anno della sua nascita (vertice delle Nazioni Unite, Rio de Janeiro, 1992) a oggi, da oltre 180 paesi firmatari.

Biodiversità è il termine che designa tutte le forme di vita sul pianeta Terra . Quello di cui siamo testimoni, in quest’epoca storica, è il frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni sotto l’egida dei processi naturali e, sempre più, sotto l’influenza degli esseri umani.
Dalla scoperta dell’agricoltura, alla rivoluzione industriale, fino al giorno d’oggi, l’uomo ha rimodellato paesaggi, animali, determinato (spesso inconsapevolmente) estinzioni di esseri viventi in modo irrimediabile, senza tenere conto dei danni arrecati alla biodiversità.

La frammentazione e il degrado, fino alla scomparsa di foreste, di zone umide, di barriere coralline e di altri ecosistemi, costituiscono la più grave minaccia provocata dall’essere umano al Pianeta e a se stesso.
Per questi motivi, già dall’aprile 2002, i paesi firmatari  della Convenzione hanno stabilito entro il 2010 «una riduzione significativa dell’attuale ritmo di impoverimento della biodiversità a livello mondiale, regionale e nazionale col fine di contribuire all’attenuazione della povertà e al profitto di tutte le forme di vita sulla Terra». Un patto divenuto obiettivo degli attori della Convenzione in seguito all’elezione del 2010 come Anno internazionale della Biodiversità.
Numerose le iniziative con questa finalità: da convegni a campagne di sensibilizzazione, a vere e proprie azioni locali, regionali, nazionali e internazionali, ma anche manifestazioni artistiche frutto di una spiccata sensibilità e di una volontà di riconciliazione tra uomo e natura.

Tra queste ultime si annovera, inaugurata proprio nei giorni passati, la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, un’istallazione artistica di 21 metri che domina da domenica 4 settembre la grande conca di Oltre il Colle, nei pressi di Bergamo.

La Cattedrale Vegetale di Mauri

Ideata dall’artista lodigiano scomparso nel 2009, l’architettura a forma di cattedrale si compone di cinque navate e 42 colonne, 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, seimila metri quadrati di rami di nocciolo e 42 piante di faggio, uniti da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde secondo l’antica arte dell’intreccio.

Il progetto prevede che i faggi crescano all’interno delle colonne: in circa venti anni la natura prenderà il sopravvento sull’opera umana, trasformando l’installazione in una cattedrale diversa che avrà perso la struttura lignea originaria.

Voluta dal Parco delle Orobie, dai comuni di Oltre il Colle, Ardesio e Roncobello (sui territori dei quali sorge il monte Arera), l’opera è stata realizzata in cinque mesi dal Consorzio forestale dell’Alto Serio di Gromo sotto la direzione del figlio di Mauri, Roberto, e curata, nella direzione artistica, da Paola Tognon di Bergamo.

«La scelta di Giuliano – ha detto la Tognon – è stata quella di orientare la cattedrale sul percorso del sole e non verso chi arriva sul sito, negando una visione immediata e televisiva, per chiedere al viandante e al visitatore di entrare gradualmente in contatto con il suo spazio». La Cattedrale Vegetale è stata costruita al centro di una radura silenziosa circondata da una cortina naturale di alberi. L’architettura è alta da 5 a 21 metri, lunga 28,5 e larga 24 metri, coprendo 650 metri quadrati di superficie.

Con la sua struttura aperta e percorribile in ogni direzione è destinata, nel tempo, a diventare teatro naturale per eventi legati ad altre discipline della creatività, luogo di sosta per momenti formativi ed educativi oltre che punto di partenza e di arrivo tra i sentieri delle Orobie.

L’artista, sempre attento all’interazione tra ambiente naturale e architettura, aveva realizzato la Cattedrale Vegetale nel 2001 in occasione di Arte Sella, biennale d’arte contemporanea che si svolge nel comune di Borgo Valsugana, in Trentino. La sua opera richiama circa dieci mila visitatori l’anno, spettatori di un monumento in divenire che ricorda all’uomo, che spesso si dimentica o pecca di presunzione, l’indiscutibile supremazia della natura.

FOTO/ via www.valbrembanaweb.org; http://paradisiverdi.ucoz.com

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