La Cassazione riconosce il diritto di abitazione alla convivente

La Cassazione riconosce alla convivente il diritto di abitare la casa del compagno

La Cassazione riconosce alla convivente il diritto di abitare la casa del compagno

Roma - Anche se con una ingiustificata lentezza, si sta muovendo il panorama giudiziario italiano che riconosce, con sempre maggiore frequenza, numerosi diritti anche a coloro che vivono insieme e non sono legalmente uniti dal vincolo del matrimonio.

LA QUESTIONE - Il testo dell’articolo 29 della Costituzione, «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», sembra, almeno in parte, essere stato superato da molteplici sentenze della Corte di Cassazione che affrontano e analizzano i problemi di vita quotidiana delle coppie di fatto.
L’ultima decisione è arrivata con la sentenza n. 7 del gennaio 2014 che ha messo sullo stesso piano, almeno formalmente e riguardo al diritto di abitare, moglie e convivente. La questione è nata su segnalazione di una donna, residente in Torino, che, a segutio di una lunga assenza per motivi di salute del suo compagno, era stata letteralmente sbattuta fuori di casa dai parenti di questo, che avevano cambiato la serratura della porta per ostacolarle e imperdirle il rientro nell’abitazione. La donna ha quindi portato la lite familiare in tribunale dove, in primo grado, le era stato riconosciuto il diritto di vivere nell’abitazione sulla base di un contratto di comodato, negatole però, in seguito, dalla Corte di Appello di Torino.

LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE - La Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio, si è espressa invece in favore della donna, motivando la sua decisione sull’ormai consolidata importanza sociale della famiglia di fatto. La Corte, nella sua motivazione, specifica che la convivenza «dà vita ad un autentico consorzio familiare» e, di conseguenza, non è legittima né lecita, «l’estromissione violenta o clandestina dall’unità abitativa». Con questo riconoscimento ufficiale, che considera quindi il convivente come membro di una famiglia e non come semplice ospite, torna a tenere banco la discussione sull’importanza di un riconoscimento autentico e chiaro delle famiglie di fatto.

Alessia Telesca

foto: contrattoconvivenza.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews