La Campania e Bassolino: la noce e il tarlo

Milioni di euro sperperati in assurde attività amministrative e ora la Campania è invisa anche alla Ue

bandiera campaniaNAPOLIDicette ‘o pappicio alla noce: “damme tiempo ca te spertoso”. (Disse il tarlo alla noce: “dammi tempo che ti buco”).

Antonio Bassolino (Pd), ex sindaco di Napoli (1993-2000) ed ex governatore della Regione Campania (2000-2010) si deve essere senza dubbio identificato nel tarlo del motto campano e, soprattutto, deve essersi convinto che la noce fossero le casse regionali. Fatto sta che Don Antò e compari hanno passato gli ultimi 15 anni a grattare via anche gli spiccioli pubblici in operazioni amministrative scriteriate. Il risultato sono una montagna di sprechi. Talmente tanti che si potrebbero suddividere per categorie.

Gli ordinari – Ovvero quelli che si riscontrano in tutti i governi locali, solo che i numeri relativi agli anni delle legislature Bassolino sono sbalorditivi. Citando a caso: Comunicazione – 1.260.000 €; Gestione informatica dell’aula di Consiglio – 400 mila €; Affitti – 2.300.000 €; Stipendi – 9.400.000 €; Auto blu – 130 mila € tra noleggi, acquisti e carburanti, senza contare la delibera erga omnes (ovvero, per tutti) in favore dei consiglieri comunali napoletani guidati dal sindaco Rosa Russo Iervolino (Pd), per i quali esiste un “rimborso Km” di 600 € al mese. Insomma, più ti fai scarrozzare, più guadagni! Rimanendo nella sede della Giunta comunale si possono mettere in bilancio anche i pasti dei suddetti consiglieri, i quali possono avvalersi anche di buoni-mensa di circa 10 € per una spesa complessiva di bilancio pari a 15 milioni di euro. Essi si sommano ad altri 100 mila € stanziati a titolo di “incentivo”per – udite, udite – i dipendenti incaricati di “studiare l’incremento delle entrate comunali”. Dunque, si regalano soldi a impiegati già stipendiati assunti con lo scopo di sincerarsi degli incassi dell’amministrazione. Geniale!

I consulenziali – Questa voce merita uno spazio a sé perché pare che in Regione esista un esperto per qualsiasi cosa. Racconta un gustoso articolo de la Discussione – il quotidiano fondato da Alcide De Gaspari – che tra il 2008 e il 2009 nei corridoi di palazzo Santa Lucia uno dei 266 consulenti in “pianta stabile” guadagnava 500 mila € per capire “le modalità applicative della legge elettorale”. Un altro aveva il compito di analizzare “test di algoritmo di controllo integrato” al prezzo di 15 mila €. Altri 400 mila erano spesi per un esperto capace di osservare i “problemi della popolazione locale” e così via. E volteggiando da una voce di spesa a un collaboratore si incontra “l’esperto assaggiatore di olio d’oliva, miele e formaggi”, quello di “difesa personale”, un’intera commissione “sulla danza” e uno specialista di “sartoria/taglio e cucito”. Per non parlare di un avvocato dell’Asl 5 Napoli che nell’arco di 3 mesi ha fatturato denari per 1.610 incarichi.

Gli indecifrabili – Cosidetti perché di difficile interpretazione. Per esempio, non è chiaro cosa sia il “Fondo assistenza attività istituzionali”, in compenso si sa che è costato 1.890.000 €. Idem il “rappresentante dell’opposizione” che comunque per il cittadino implica una spesa di 50 mila €.

I demenziali – Qui ci sarebbe da ridere se non venisse da piangere. Cominiamo dal 2001, quando la Giunta Bassolino all’esordio della sua lunga stagione finanziò un corso professionale per veline e show-girl con 1.280.000 €. Se la cosa non sembra abbastanza insensata, niente paura, c’è dell’altro. Nel 2008, le divise nuove degli autisti istituzionali costarono al contribuente campano 40 mila €. Peccato che a spesa fatta, ci si sia resi conto che le taglie erano sbagliate e i tessuti scadenti. Sempre nello stesso anno ci fu la vicenda dei 20 carri-gru, pagati 2.500.000 €, il cui scopo era quello di garantire la rimozione forzata dei mezzi parcheggiati in doppia o tripla fila per le strade di Napoli. L’idea era buona ma la Giunta non aveva fatto i conti con la Asl la quale chiuse la rimessa carri perché non confacente alle norme di sicurezza. In quell’occasione la polizia municipale venne sanzionata con una multa di 18 mila € che – neppure a dirlo – hanno pagato i cittadini.

I sanitari – In quest’ambito regna una grande confusione di cifre che si rincorrono. Per esempio, nel 2008 il consuntivo finale del comparto socio-sanitario regionale era di 57 milioni di disavanzo, in parte coperti dalle entrate fiscali di Irap e Irpef, già all’epoca molto alte rispetto alla media nazionale. Dunque una cifra considerevole ma tutto sommato controllata. Il problema, però, si poneva nella gestione ordinaria di cliniche e ospedali pubblici, dove il clientelismo dilagante, le inefficenze professionali, gli errori contabili e il passivo del consuntivo 2007 avevano creato una voragine di 889,5 milioni di euro. L’assessore all’Urbanistica, Marcello Taglialatela (Pdl), nel 2009 sintetizzava così il caso della sanità campana: “Nel 2001 la Regione spendeva per l’ assistenza ospedaliera 2,5 miliardi, di cui circa 2 per le strutture pubbliche e il resto per le accreditate. Nel 2006 si è passati a oltre 3,5 miliardi, di cui 3 per le pubbliche. Nel 2008 si è arrivati a 4,2 miliardi, di cui 3,6 per le pubbliche. La spesa per le private è rimasta inalterata, quella per le pubbliche è più che raddoppiata”. Conclusione: gli sprechi più insidiosi si accavallano nelle normali attività gestionali con il risultato di rendere costoso e farragginoso tutto il settore favorendo la migrazione dei campani verso altri porti sanitari in altre regioni.

bassolino

Antonio Bassolino, ex governatore Regione Campania

I rifiuti – L’emergenza più urgente d’Italia da 20 anni a questa parte è materia troppo articolata per essere trattata brevemente in questa sede. Tuttavia qualche numero lo si può dare. Secondo un recente studio della società di consulenze Althesys, negli ultimi 10 anni la mancata gestione dei rifiuti è costata 18 miliardi di euro, circa 20 euro per italiano. A questo si aggiungono i rischi alla salute causati dalla diffusione di possibili infezioni, ragione – quest’ultima – per cui la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo contro Bassolino, Iervolino e altri sindaci della provincia partenopea indagati per “epidemia colposa” nel periodo 2007-2008. Meglio di niente.

Elton John – Per chiudere in bellezza. Nel 2009, in occasione dell’ultima manifestazione organizzata da Bassolino allo scadere del suo mandato conclusivo, il baronetto venne invitato alla Festa di Piedigrotta (Napoli), con uno cachet di 720 mila €. Nulla di strano, se non fosse che i soldi per pagare il cantante erano stati stornati dai fondi Ue per il finanziamento allo “Sviluppo regionale”. Qualche giorno fa la notizia: la Commissione Europea si riprenderà il mal tolto, sottraendolo alla Regione con la prossima turnata di erogazioni. E il tarlo? Quello deve ancora essere stanato.

Chantal Cresta

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