La buona scuola di Renzi: 12 punti e 6 errori di grammatica

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La “Buona scuola” presentata oggi dal premier Renzi non parte affatto bene. E da un primo sguardo pare proprio che si fermi alle elementari. Nel documento diffuso dal governo, in cui si riassumono le linee guida per la riforma della scuola in 12 punti, incredibilmente ci sono 6 errori grammaticali. Distrazione, errore, esigenze tipografiche? Poco importa se questi compaiono proprio nero (anzi blu) su bianco su un documento ufficiale che illustra come dovrà essere, d’ora in poi, la “Buona scuola” secondo il governo Renzi.

ANDARE A CAPO, QUESTO SCONOSCIUTO - Tra i primi a notare che qualcosa in quei 12 punti proprio non andava è stato il giornalista e blogger Federico Punzi, collaboratore di RadioRadicaleNotapolitica e L’Opinione. E allora meglio rispolverare una vecchia regola che ci hanno insegnato alle elementari. In aiuto arriva Wikipedia, che recita:

La sillabazione è utilizzata nella scrittura e nella stampa quando, dovendo andare a capo alla fine di una riga, è necessario spezzare una parola per mancanza di spazio. In tali casi infatti l’ortografia prevede che la parola sia spezzata solo tra una sillaba e l’altra.

buona scuola 12 punti -1

I 12 PUNTI DELLA BUONA SCUOLA –  “Noi vi proponiamo i dodici punti che trovate nell’elenco allegato: mai più precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze, la scuola fa carriera, la scuola si aggiorna, scuola di vetro, sblocca scuola, scuola digitale, cultura in corpore sano, le nuove alfabetizzazioni, fondata sul lavoro, la scuola per tutti tutti per la scuola” ha detto Renzi a cui però bisognerebbe dare una tirata d’orecchie per gli errori scovati sul documento.

Un punto cruciale della riforma è che si diventerà docenti di ruolo solo per concorso. Stop dunque alle ’liste d’attesa’ che durano decenni e assunzioni per 40 mila giovani qualificati fra il 2016 e il 2019. Grazie al piano assunzioni, quindi, niente più supplenze in modo da assicurare la corretta continuità didattica agli alunni.

Buona scuola 12 punti -2

Verrà premiata la qualità, con scatti in base al merito ogni 3 anni per 2 docenti su 3. Per i più meritevoli ci saranno in busta paga 60 euro netti al mese in più. Nei piani scolastici, e tra i banchi, più inglese ed economia: lingue straniere a partire dai 6 anni e maggiore diffusione dello studio dei principi dell’Economia nelle scuole secondarie. I docenti dovranno poi seguire una formazione continua obbligatoria.

Infine, la scuola del futuro sarà più snella, meno farraginosa. Insieme ai presidi, docenti, amministrativi e studenti verranno individuate le 100 procedure burocratiche più gravose che hanno intasato il sistema scuola in questi anni “per abolirle tutte”.

NEUTRINI E TUNNEL, QUANTE GAFFE AL MIUR – Ma se al Miur non sanno come andare a capo, c’è da dire che non è certo la prima volta che l’ufficio stampa, o chi si occupa della comunicazione, incappa in “errori” come questi. Vi ricordate infatti l’epic fail della ministra Gelmini? Nel 2011, poco dopo la scoperta sui neutrini più veloci della luci, venivamo a conoscenza (in un comunicato stampa diffuso dall’ufficio stampa del Ministero dell’Istruzione, dell’Universita e della Ricerca) che tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso era stato scavato un tunnel alla cui realizzazione il governo italiano aveva partecipato con ben 45 milioni di euro. 

Voi, che voto dareste?

Valentina Gravina

@valegravi

Foto | news.panorama.it  ANSA/TIBERIO BARCHIELLI-FILIPPO ATTILI/UFFICIO STAMPA PRESIDENZA CONSIGLIO

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