La “Ministronza”: una nuova supereroina?

Boom di polemiche sul fumetto-satira di Alessio Spataro, di cui è protagonista il Ministro della Gioventù Italiana Giorgia Meloni

di Roberta Colacchi

MINISTRONZAInsurrezione generale del mondo politico alla notizia della pubblicazione del libro di fumetti di Alessio Spataro “La Ministronza”, presentato in anteprima il 29 ottobre al Lucca Comics, e da novembre in libreria a cura della casa editrice Grrrzetic, che vede come protagonista Giorgia Meloni. Il volume nasce dalle vignette del blog di Spataro, disegnatore siciliano classe 1977, nuovo talento della scena fumettistica italiana, attivo perlopiù in rete.

La copertina lascia già intravedere quali sono i toni del fumetto, poiché rappresenta la Meloni, o com’è chiamata Giorgia Mecojoni, nelle fogne accanto a scarafaggi, mosche e ad un topo, che per il Secolo d’Italia, quotidiano di Alleanza Nazionale che ha fatto scoppiare il caso, sottende il messaggio “Fascisti Carogne tornate nelle fogne”. Le storie vengono raccontate in dialetto romano e descrivono un personaggio singolare che divide il suo tempo tra chiacchierate con i topi, e sesso con dei perversi ammiratori.

Immediate le reazioni e la solidarietà unanime al ministro. Stefania Prestigiacomo la definisce “un’opera indecente, che supera i limiti della satira“, rinforzata a gran voce anche da Mara Carfagna che parla di “un nuovo picco di volgarità”, accusando l’autore di misoginia, poiché viene presa di mira una donna. Ma le ire del centrodestra non finiscono qui. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera sentenzia: “Quella di Spataro non è satira, è solo spazzatura. Esprimo tutta la mia solidarietà al ministro Meloni, oggetto di un attacco volgare che offende lei e le donne”. Gasparri chiede alla sinistra di indignarsi per un simile comportamento e Fini mette l’accento sulla “grande sobrietà e professionalità” dimostrata quotidianamente dal Ministro.

La striscia del disegnatore non piace neanche a sinistra. Rosy Bindi esprime la sua “solidarietà di donna. La satira diverte, morde e può anche far male. Ma in questo caso si tratta solo di un volgare maschilismo che offende tutte le donne senza distinzione di ruolo o appartenenza politica”. La senatrice Vittoria Franco giustifica l’attacco affermando che “la Meloni è una giovane volitiva con una lunga esperienza in politica, motivata dalla passione. Dunque è facile immaginare che proprio per queste sue caratteristiche possa diventare bersaglio di critiche”.

La diretta interessata, che inizialmente non voleva rilasciare dichiarazioni su questa “allucinante vicenda”, incalzata al Chiambretti Night ha definito il fumetto “cafone”, ringraziando in seguito “per l’enorme mole di messaggi di solidarietà”.

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

Spataro dal canto suo sembra essere riuscito nell’intento di “rompi-scatole”. “I politici si arrabbiano? Mi fa piacere, vuol dire che non ho perso tempo”. In un’intervista rilasciata alla Stampa ha ironicamente commentato la questione. “La Ministronza è un personaggio di pura fantasia, assolutamente inventato. Ho cercato di scervellarmi per immaginare l’inverosimile, ovvero una ministra della Repubblica che finanzia covi fascisti, che si vanta in televisione di essere stata a Predappio e di essere una donna focosa. Una ragazzina che è riuscita a fare carriera perché da studentessa andava in giro a ripetere a memoria col megafono le cose che le dicevano quelli di An”. Inoltre ha dichiarato di non vergognarsi minimamente della sua opera. “Io non mi vergogno di nulla, rispondo solo del rapporto con i miei lettori e con la mia casa editrice. C’è gente che non si vergogna di cose ben peggiori, perché mi dovrei vergognare io?”

E a chi lo accusa di maschilismo risponde: “Ho lettori di entrambi i sessi, uomini e donne, che mi fanno molti complimenti. Ho dipinto Meloni nuda o che fa sesso? Non c’è nulla di strano, la satira da secoli fa uso anche della scurrilità”. La Ministronza non è il primo volume pubblicato da Spataro, che prende di mira personaggi famosi: prima c’era stato “Papa Nazingher” riferito a Benedetto XVI, e “Bertinotte” per l’ex segretario del partito di Rifondazione Comunista.

Insomma, la satira torna di nuovo nel “mirino degli indagati” e con lei il solito problema della libertà di espressione. Ci si chiede quanto si è veramente liberi, se ci sia un limite da non oltrepassare, quanto sia più o meno giusto prendere di mira qualcuno o cercare di scherzare su questioni importanti al fine di alleggerirle. Nel caso specifico in molti, non solo del mondo politico, hanno condannato il fumetto accusandolo di essere grottesco, e di voler screditare la fazione politica del ministro, che presumibilmente non rispecchia quella di Spataro, inventando molte delle informazioni attorno cui è giocato.

Le preoccupazioni di quest’ultimi riguardano il diritto alla satira, che potrebbe trovarsi in pericolo se essa venisse inquinata da intenti prettamente diffamatori, finendo per essere definitivamente censurata. Forse soltanto chi è un nome affermato può permettersi di essere realmente esplicito nei suoi giudizi. Ma la domanda rimane aperta: nella satira c’è posto per il politically correct?

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2 Risponde a La “Ministronza”: una nuova supereroina?

  1. avatar
    giacomo 14/11/2009 a 15:47

    Spataro più che un satirico da’ l’idea di uno che la Meloni se la sogna di notte. La sinistra alternativa non ci fa una bella figura se vuole essere rappresentata da lui.

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  2. avatar
    Laura 15/11/2009 a 12:09

    Come sempre in Italia chiunque risulta incapace di accettare la satira come tale e comprenderne il valore e significato dentro un sistema democratico. Non c’è da stupirsi…si è stati in grado di uccidere un progetto editoriale satirico intelligente come Cuore…ogni settimana in edicola, puntuale…saranno 10-15 anni fa ormai. Ve lo ricordate???

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