L’ultimo libro di Jo Nesbø: Il cacciatore di teste – la recensione

Copertina del libro di Jo Nesbø , 'Il cacciatore di teste' (ibs.it)

E’ uscito in tutte le librerie l’ultimo libro di Jo Nesbø, Il cacciatore di teste (Einaudi 2013, «Stile libero big» 18,00 €).

Roger Brown è un rispettato e temuto cacciatore di teste di top manager, il migliore nel suo campo. E’ diventato celebre per la straordinaria capacità di individuare sempre la persona giusta per il ruolo e per l’azienda che di volta in volta gli presenta un incarico, al punto che i suoi candidati non vengono mai scartati. Tutto questo per l’abilità unica, esercitata nel corso degli anni, di leggere nell’anima degli interlocutori, grazie a un innato intuito, ben combinato alle più evolute tecniche di interrogatorio utilizzate nell’F.B.I. e applicate alla selezione delle risorse umane.

Roger Brown ha tutto quello che si può desiderare: un lavoro invidiabile e ben retribuito, una carriera avviata, e Diana, una bella moglie che adora, ma alla quale non vuole dare un figlio. E’ disposto a tutto per soddisfare ogni suo desiderio e dimostrare di essere all’altezza, pur di compensare alla mancanza di voglia di paternità. Al punto che quest’idea diventa un’ossessione da sfamare con qualunque mezzo anche illecito: per questo motivo intraprende l’attività parallela e illegale del traffico di opere d’arte, avvalendosi anche dell’esperienza e della competenza di Diana nel campo, ma lasciandola all’oscuro di tutto. In questo modo è convinto di poter donare alla moglie lo stile di vita che merita, non potendo permetterselo con la sua attività principale.

Un giorno, dopo aver ricevuto l’incarico per la ricerca di un amministratore delegato per una società produttrice di apparati di alta tecnologia, Roger conosce, tramite Diana, Clas Greve, un olandese da poco trasferitosi in Norvegia. Questi sembra avere il profilo perfetto per il ruolo ricercato: è brillante, carismatico e con esperienza pregressa nel medesimo settore.

Ma non è questo che attira maggiormente Roger: Clas è il proprietario di un’opera di Peter Paul Rubens ritenuta dispersa. Decide di tentare il colpo della vita, quell’atto che gli permetterebbe di soddisfare il desiderio di sentirsi all’altezza della moglie e che potrebbe regalare loro un’immensa ricchezza, fino a pensare perfino di avere quel figlio tanto agognato da Diana. Ma quando Roger entra furtivamente in casa di Clas e trafuga il dipinto, troverà un’altra sorpresadestinata a cambiare per sempre la sua esistenza.

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Jo Nesbø, autore de 'Il cacciatore di teste' (wikipedia.org)

Dopo il suo ultimo romanzo Lo spettro (Einaudi 2012, «Stile Libero Big» € 19,00) Jo Nesbø torna in libreria, questa volta abbandonando, anche in considerazione del finale del suddetto racconto, il tormentato detective Harry Hole. Lo fa con un thriller mozzafiato, in grado di incollare il lettore alle pagine dall’inizio alla fine, grazie a una continua serie di colpi di scena e a una narrazione in prima persona che contribuisce ad accelerare il ritmo della storia.

In questo modo lo scrittore norvegese si conferma uno dei migliori scrittori di gialli nel panorama mondiale, tenendo fede alla crescente fama dei suoi romanzi precedenti.

Tuttavia appaiono alcune differenze rispetto al solco tracciato dalla serie di Harry Hole e soprattutto dall’ultimo romanzo: mentre Jo Nesbø aveva dimostrato di saper denunciare anche alcuni problemi sociali, come per esempio lo spaccio di droga, in ossequio alla migliore tradizione del noir, queste tematiche sembrano essere state abbandonate.

In questo caso non traspare alcun intento di denuncia nelle vicende del protagonista, nella sua attività, nei suoi gesti e nelle sue azioni, ma solo un puro pretesto narrativo. Non solo: Harry Hole, sempre in omaggio alla tradizione che passa da Izzo e Scerbanenco, era un personaggio tormentato e problematico in cui era facile identificarsi, non uno squallido arrivista ossessionato dai propri limiti come Roger Brown.

Queste considerazioni non tolgono nulla a un romanzo ben riuscito: la trama è credibile e avvincente, la scrittura è scorrevole e suspance e azione sono garantiti. Confermando, se ce ne fosse ancora bisogno, il talento narrativo di Jo Nesbø.

Jo Nesbø. Il cacciatore di teste. Einaudi 2013, «Stile libero big» 18,00 €.

Daniele Leone
@DanieleLeone31

Foto in copertina: www.norway.org

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