L’hamburger di coccodrillo entra in scena all’Expo

La mascotte dello Zimbabwe e lo chef, Expo - Milano (milano.repubblica.it)

La mascotte dello Zimbabwe e lo chef, Expo – Milano (milano.repubblica.it)

Milano -  Si sa l’essere umano è onnivoro e spesso, per via delle differenze culturali, si ci dimentica che tutto ciò che vi è in natura e non è velenoso per il corpo è potenzialmente commestibile. A ricordarlo ci pensa lo Zimbabwe con il suo padiglione dell’Expo di Milano. Oggi infatti è stata la giornata d’esordio della famosa carne di coccodrillo; per essere più precisi, dell’ hamburger di coccodrillo.

SAPORE DI POLLO – Chi lo ha provato dice che sa di pollo ma con un particolare retrogusto di pesce, in quanto questi rettili passano la sua vita tra acqua e terra. L’hanno ribattezzato Crocoburger ed è possibile assaggiare questa prelibato hamburger di coccodrillo al padiglione dello Zimbabwe, nel cluster cereali e tuberi. L’hamburger non viene servito solo ma con un ricco menù, composto da patate al forno cotte con farina di baobab e una bevanda gassata composta da uva rossa, fiori di sambuco e baobab per il modico prezzo di 15 euro.

ORIGINE CONTROLLATA – La carne di coccodrillo, delicata e leggera secondo gli assaggiatori, viene rigorosamente dal paese africano da allevamenti vicino al lago Kariba, nei quali i coccodrilli vengono allevati, cresciuti e poi macellati al terzo anno di età, quello giusto per ottenere una carne tenera al punto giusto. Non si tratta dunque di mangiare coccodrillo selvatico ma un hamburger di coccodrillo creato con carne sostenibile.

PROPRIETà NUTRITIVE – Il console dello Zimbabwe, Georges El Badaoui, spiega che la carne di coccodrillo contiene 25 g di proteine ogni 100g e dispone di Omega 3,6 e 9. Dopo questa esposizione, grazie al benestare del ministero, questo speciale hamburger potrà essere venduto in tutta Italia. Il coccodrillo però riserva anche altre prelibatezze come il filetto di coda in olio extravergine di oliva. Un altro prodotto che sarà venduto in Italia sarà il baobab, pianta simbolo di Expo e del paese africano. Vedremo come reagirà il consumatore italiano, ma le premesse, viste le proprietà nutritive, sembrano ottime.

 

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