L’omertà del silenzio

La mafia: un problema di coscienza

di Claudia Loy

contromafie_pugliaRoma - Si chiude oggi la seconda edizione di ControMafie, gli Stati Generali dell’Antimafia. L’evento ha stabilito sicuramente un momento importante, un’occasione in cui figure istituzionali, referenti e portavoce della terra in cui viviamo, si sono avvicinati al cittadino in uno scambio concreto, reale, in un “faccia a faccia”. Tra testimonianze, progetti e proposte che partono dal basso, dalla voce di chi l’indecenza ed i soprusi della mafia li ha vissuti e sperimentati in prima persona.

Sono loro i primi protagonisti di queste giornate. È il “sottosuolo”, associazioni e singoli, che nella battaglia quotidiana si uniscono per contrastare e osteggiare la forza del potere delle mafie. Né è esempio “Libera”, nata dalla volontà del riscatto,  che oggi è punto di riferimento di oltre 1500 enti tra gruppi e onlus. Ma sono tante le realtà indipendenti che si muovono accanto al cittadino e che, merito della loro forza, vanno avanti tra difficoltà e scontri d’ogni giorno. Perché la mafia, con le sue forme mutevoli e con il suo continuo riciclo di spazi e mercati, è più presente che mai nella vita ordinaria del singolo.

Gruppo di Libera
Gruppo di Libera

Ed è proprio questa la sua forza, fare presa su un tessuto sociale disomogeneo e disgregato, quando le stesse istituzioni spesso sono avvertite come qualcosa di troppo lontano per assicurare un riferimento solido e concreto. Ecco come allora interviene la forza dell’associazionismo, e questo risulta tanto più evidente a ControMafie, di fronte a gruppi di persone disparate, riunite da un destino fatale che li ha segnati per sempre. Testimoni che si raccontano e ci raccontano, per ricordarci come le mafie non sono solo un fenomeno locale e che purtroppo non basta tenersi fuori dall’illegalità per non venirne a contatto. La si conosce può conoscere, a volte, indirettamente, nell’inconsapevolezza del consenso, a volte invece per uno scontro brutale, come per chi ha perso cari e affetti.

Tutto ciò richiede un impegno più consapevole da parte dell’intera comunità italiana, una presa di posizione forte che parta in prima istanza dal cittadino, senza distinzioni di terre o di regioni. Uno scontro quotidiano che non si risvegli solo nell’emergenza, ma che si rafforzi giornalmente. Vedere come queste realtà indipendenti siano riuscite ad organizzarsi materializzando i loro sforzi, è lo schiaffo più grande che le mafie potessero ricevere. L’azione collettiva è la più temibile e segna un punto d’arresto che parte dal popolo stesso. È del 7 marzo 1996 la legge n. 109, un provvedimento che nacque da un’iniziativa popolare promossa da Libera, per il riutilizzo di beni immobili confiscati alla mafia a scopo di carattere sociale. Sono questi i segni più evidenti della lotta alle mafie.

DSCN0262E si discute anche di questo durante i gruppi d’incontro tenuti in questi tre giorni: la possibilità di proposte di legge che partano direttamente dalla voce del popolo, dalla gente comune che sperimenta sulla propria pelle il sapore dell’ingiustizia. Più potere alle associazioni ed ai cittadini che se né fanno carico; chissà sia veramente questa la chiave per dare inizio ad una reale svolta.

Ad oggi i mercati riconosciuti delle mafie agiscono oltre che nei traffici illeciti (droga, commercio d’armi, contrabbando, prostituzione, tratta d’esseri umani o organi), in attività imprenditoriali. Edilizia, agricoltura (le agromafie), l’ambiente (le ecomafie), lo smercio di marche contraffatte nel settore industriale, come il tessile. Senza calcolare il peso d’incidenza che hanno nei territori locali le pressioni esercitate nella riscossione del “pizzo”. Ma questa non è che un’ennesima parte del gigantesco mercato manipolato dalle organizzazioni criminali, un giro d’affari che si estende ben oltre i confini della nostra nazione.

don Ciotti
don Ciotti

Parlare di mafia oggi vuol dire sollevare un problema nazionale, se non globale. E un atteggiamento passivo, per quanto contrario, da solo non basta. Come ha giustamente ricordato don Luigi Ciotti, attivamente schierato nelle lotte alle mafie, nonché padre dell’associazione Libera. “Il problema siamo noi – ha detto –  perché la prima battaglia è sconfiggere l’indifferenza. Non si uccide solo con le armi, ma anche con il silenzio, perché il problema non è il pesce, ma le acque nelle quali si alimenta”.


Alcune delle associazioni presenti a Contromafie

Libera/Libera terra - Addio Pizzo - Gruppo Abele - Flare (Freedom Legality and Rights in Europe)
SOS Impresa - Tavola della pace - FAI (Fondo Ambiente Italiano) - LAV- Greenpeace - Consorzio Sviluppo e Legalità
Conapi (Consorzio Nazionale Piattaforme Riciclaggio)

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