L’ombra dei servizi segreti dietro al caso Tulliani

Si tinge di giallo la vicenda della casa di Montecarlo. Complotto o vittimismo?

di Nicola Gilardi

Gianfranco Fini

ROMA – Si infittiscono i misteri nel caso Tulliani. Nella vicenda, infatti, potrebbe esserci lo zampino dei servizi segreti che ha fatto avere ai giornali alcuni documenti difficilmente reperibili. Nel Pdl c’è chi grida al falso complotto, mentre i finiani vogliono chiarezza.

Il presidente della Camera è tornato a lamentarsi del massacro mediatico che sta subendo. «Basta dossieraggi» ha commentato. La vicenda della casa a Montecarlo, però, sta avendo dei risvolti inaspettati, quasi da giallo internazionale. Alcuni documenti, infatti, sarebbero arrivati nelle mani dei giornalisti di Libero e Il Giornale grazie all’intervento del Copasir, i servizi segreti del Parlamento.

Di fatto i nuovi documenti certificano che, dopo alcuni giri di proprietà la casa a Montecarlo è arrivata nelle mani del quasi cognato di Gianfranco Fini. Le firme del proprietario della società off-shore e di chi è in affitto in quella casa sono la stessa persona, cioè Giancarlo Tulliani. Secondo il presidente della Camera quei documenti non sarebbero veri, ma creati ad arte per screditarlo.

Altri dubbi arrivano dal trattamento della notizia a Santa Lucia nei Caraibi, dove sarebbe la sede della società proprietaria dell’immobile. Il caso Tulliani è stato trattato, seppure in maniera marginale, ma alcuni giornali, molto credibili, non hanno dato notizia del ritrovamento dei documenti che incastrerebbero Fini. Perché?

Il finiano Carmelo Briguglio non ha dubbi e ha rivendicato maggiore chiarezza sulla vicenda: «Chiederò di approfondire, al di là delle smentite ufficiali, sia la possibile partecipazione a questa azione di dossieraggio di pezzi di Servizi deviati, sia l’attività della nostra intelligence a tutela delle massime cariche della Repubblica rispetto a manovre messe in atto anche all’estero ai danni del Presidente della Camera dei Deputati».

La replica del Pdl è affidata al ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ha dichiarato: «Dossieraggio? Se pensano una cosa del genere vadano alla magistratura perchè sarebbe un reato». Poi è arrivata una nuova frecciata sul gruppo dei finiani: «Non vorrei che questa moda del linguaggio di sinistra fosse presa pure da loro e che dicessero che tutto è colpa dei Servizi».

Con il 20% di persone che vivono sotto la soglia di  povertà e i mille problemi che si ritrovano a vivere i cittadini si pensa alla casa del cognato di Fini. L’Italia è davvero un Paese strano.

Foto: http://www.newnotizie.it

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