Rugby: l’Italia s’è desta. Prima vittoria al Sei Nazioni

Una meta di Canavosio regala agli Azzurri i primi 3 punti del Sei Nazioni. Mirco Bergamasco 4/4  sui calci piazzati

di Francesco Guarino

Un campo da rugby

ROMA – Era ora. Dopo 7 partite a secco, l’Italia della palla ovale torna a sorridere e lo fa nel miglior modo possibile. Nella tana azzurra del Flaminio la trappola scatta ed ingabbia il topolino scozzese, consegnando agli uomini di Nick Mallet un risultato vincente e, soprattutto, una prestazione convincente.

IMPATTO DIFENSIVO – Il cuore non è mai mancato al XV azzurro in 11 anni di Sei Nazioni. A furia di sconfitte onorevoli, però, ci si stava facendo il callo allo zero in classifica nel massimo trofeo continentale. Dopo due partite, e altrettante disfatte (Irlanda ed Inghilterra), nei primi match dell’edizione 2010, doveva essere questo l’incontro della svolta: una formazione storica quella scozzese, ma con limiti di gioco, soprattutto offensivo, che in passato hanno favorito la rocciosa difesa azzurra. “Contenere e ripartire”: questo il diktat del coach Mallet. Ovale lontano dai propri 22 difensivi e gioco rapido, alla ricerca della maledetta meta che tanto fa penare gli italiani, efficaci in mischia e difesa, ma carenti sul fronte offensivo. Costretti, per di più, a rinunciare al capitano Parisse per tutto il torneo, alla freccia Robertson non in perfette condizioni e, da alcune partite a questa parte, ad inventarsi Mirco Bergamasco come tiratore designato, ennesimo esperimento per colmare l’atavico vuoto lasciato dalla leggenda Dominguez.

Sospinti dai 40mila del Flaminio, gli Azzurri partono forte: in 13 minuti è 6-0, grazie a due facili calci piazzati trasformati dal più piccolo dei fratelli Bergamasco. La Scozia accusa il colpo, ma riesce a guadagnare campo grazie al piede di Parks, abile a tagliare in due l’Italia con i suoi calci chirurgici. In dieci minuti i Cardi riequilibrano la situazione con due calci di punizione e potrebbero addirittura chiudere i primi 40 minuti in vantaggio, se lo stesso Parks non fallisse il non impossibile calcio del sorpasso a due minuti dal riposo.

LA RIPRESA – Al ritorno in campo Bergamasco ci mette un amen a smuovere il punteggio, con un altro calcio di punizione per fuorigioco scozzese dopo soli 3 minuti. Poi l’Italia si blocca.

La Scozia spinge in cerca della meta, ma si infrange ripetutamente sulla linea Maginot azzurra. Robinson chiede ai suoi di aggirare l’ostacolo e il drop di Parks riporta la situazione in parità. Le squadre hanno entrambe paura di perdere e il peso del cucchiaio di legno incombe sulle teste dei 30 in campo. Lo spauracchio ligneo si materializza per gli Azzurri grazie ancora al piede di Parks, che dai 22 metri centra i pali per il 9-12. E’ qui, attorno al 60esimo minuto, che di solito l’Italia crolla: i tallonatori iniziano a cedere metri in mischia, gli avanti si infrangono sul pacchetto offensivo avversario e i mediani perdono palla troppo frequentemente, commettendo falli gratuiti. Ma non stavolta: in due minuti l’Italia si galvanizza, il pubblico del Flaminio carica  i propri gladiatori e li sospinge oltre la linea di meta, con un’azione adrenalinica che fa dimenticare tutti i problemi di impostazione degli uomini di Mallet.

Gonzalo Canale rompe un placcaggio nella trequarti avversaria, si infila tra quattro difensori scozzesi e, un attimo prima di cadere, deposita docilmente l’ovale nelle mani di Pablo Canavosio, che va a schiacciare in mezzo ai pali. Il colosseo italiano del rugby esplode, Mirco Bergamasco non sbaglia la trasformazione (100% sui calci piazzati oggi per lui) e l’Italia vola a +4.

Un’azione di gioco

FORTINO AZZURRO - La ripartenza è andata, ora gli Azzurri devono contenere e lo fanno egregiamente. Mallet cambia quasi tutta la prima linea, stremata, e il fortino italiano respinge orgogliosamente gli ultimi bombardamenti scozzesi. Gower potrebbe chiudere il discorso con un piazzato da quasi metà campo, ma il vento non aiuta. Mauro Bergamasco ruba la palla decisiva, ma non riesce a calciarla fuori. Il Flaminio è una bolgia e ci vuole quel tir con i capelli da vichingo chiamato Martin Castrogiovanni a ribaltare l’ultimo possesso di palla e a restituire l’ovale, e i tre punti, all’Italia. Troncon – e i suoi 167 punti di sutura sul viso in carriera – saltano in campo ancor prima che la palla sia messa fuori, per la pura formalità del fischio finale. Il terzo tempo, stavolta, ha il sapore dolce di una birra di casa nostra. Col cucchiaio di legno, tutt’al più, ci cucineremo una minestra scozzese.

ITALIA 16 – SCOZIA 12: 10’ calcio piazzato, 13’ c.p. Mir. Bergamasco(I), 21’ c.p., 32’, c.p. Parks (S), 43’ c.p. Mir. Bergamasco (S), 49’ drop Parks (S), 64 c.p. Parks (S), 67’ meta Canavosio (I), trasformazione Mir. Bergamasco (I)

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