L’Italia che protesta: cittadini contro il Governo

Gli studenti “medi” continuano la mobilitazione contro i tagli alle spese e alle riforme considerate sbagliate per quanto attiene l’istruzione. Mentre il New York Times raccoglie le lamentele degli abitanti di Terzigno

ROMA, 29 ott. – Da nord a sud passando per il centro. La parola d’ordine è protestare ad oltranza. E così in Italia giornalmente diverse associazioni e comitati indicono manifestazioni contro politiche considerate ingiuste ed inique. Nel Paese la protesta non si placca. Rifiuti, scuola, mondo agro – pastorale, trasporti, e la lista potrebbe continuare per ogni comparto economico e sociale del nostro Paese. Oggi sono state organizzate, dalle principali associazioni degli studenti “medi” , manifestazioni ed iniziative di mobilitazione in diverse città italiane «per gridare il nostro dissenso – ha spiegato Sofia Sabatino, portavoce della Rete degli studenti – alle politiche scellerate del ministro Gelmini sulla nostre scuole e la nostra volontà di spazzare via le macerie che questo Governo ha creato». È la terza volta, nel solo mese di ottobre, che gli studenti scendono in piazza per protestare. Sono stati previsti cortei e flash mob in molte citta. A Roma si partirà da Piramide per raggiungere tutti assieme il ministero dell’istruzione. Cortei organizzati anche a Torino, Bologna e Palermo.

Ma le iniziative promosse dagli studenti non si limiteranno al solo sfilare per le strade delle città. A Siena, per esempio, verranno organizzate lezioni in piazza, mentre a Bari saranno predisposte assemblee straordinarie nelle scuole. E per rendere più corposa la protesta a Lecce e Bari sono anche previste fiaccolate notturne che coinvolgeranno la cittadinanza. E fino a quando il governo non si accorgerà di loro e li starà a sentire gli studenti continueranno a far sentire la loro voce. La Rete degli studenti, ha infatti confermato l’avvio dei `cantieri del sapere‘. Il 4 novembre scenderà in piazza anche l’Uds a Genova e Milano. E il 17 novembre è stata indetta la giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio, che vedranno in piazza diversi cortei cittadini.

La sede del New York Times

Altro tema caldo di questo mese autunnale è la vicenda dei rifiuti di Terzigno. È talmente bollente che se ne è occupato persino il New York Times. Due settimane di protesta della comunità locale contro lo sversamento indiscriminato di immondizia a Cava Sari e l’apertura di una seconda discarica, quella di Cava Vitiello. Il prestigioso quotidiano statunitense si è interessato alla vicenda in quanto la usa come barometro degli umore della popolazione italiana nei confronti del Governo. E a quanto pare per il potere esecutivo non tira proprio aria buona. Il NYT infatti afferma che la popolazione campana ha ormai perso la sua fiducia nel presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e nel capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Il Cavaliere “vinse le elezioni” nel 2008 promettendo di “eliminare la spazzatura”, adesso che si è impegnato “a risolvere il problema”, “sono in pochi a crederci”, scrive il New York Times, ricordando anche le ultime vicende politiche e personali che riguardano il presidente del consiglio italiano.

La manifestazione di Terzigno

«Qui a Terzigno non soltanto i residenti non vogliono la spazzatura nel loro giardino di casa – ha scritto il corrispondente del New York Times - ma per la prima volta da quando lo hanno aiutato a essere eletto nel 1994, sembra che non vogliano proprio vedere Berlusconi». Il giornalista del quotidiano statunitense ha raccolto diverse interviste. Lucia Fabozzo, una residente locale, ha dichiarato: «Sì, naturalmente ho votato per lui. Sono una persona del sud. Ma non avrà più il mio voto. Ha solo portato spazzatura ». «Adesso che lo Stato fa le stesse cose della Camorra, che differenza c’è?» ha, invece, affermato, Angelo Di Prisco, insegnante di Terzigno. «Questa non è democrazia», ha affermato invece Anna, che ha fornito solo il nome, per paura di rappresaglie da parte delle autorità locali. «I miei ideali politici sono finiti nella discarica», ha aggiunto scoraggiata la donna.

Le grida di protesta dei cittadini pare, però, che non arrivino mai al cuore della politica. Vane promesse e continue richieste di stringere la corda ed avere pazienza, questi sono i feedback che la popolazione riceve dalla sua classe dirigente. Sarebbe ora che maggioranza e opposizione smettessero di azzannarsi tra di loro e lavorare insieme ai cittadini per arrivare a un’intesa.

di Sabina Sestu


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