L’Interpol sulle tracce di Assange

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Lione -  Sulla scia delle polemiche di questi giorni al seguito delle rivelazioni del sito Wikileaks, l’interpol emette un mandato di arresto internazionale per Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks è ricercato dalla Svezia per un accusa di stupro. Accusa che è sempre stata respinta dall’attivista australiano, lasciando sempre intendere la natura denigratoria ed infondata di tale accusa, vista semplicemente come un tentativo di delegittimazione degli Stati Uniti nei confronti di Wikileaks. In poche parole un possibile ennesimo esempio della messa in funzione della macchina del fango descritta da Saviano negli scorsi giorni.

L’“avviso rosso” emesso dalla Organizzazione Internazionale della polizia criminale è diretto ai 188 paesi membri dell’organizzazione. Tra questi anche la Gran Bretagna, ultima residenza di Assange.

Intanto le rivelazioni di Wikileaks hanno le prime conseguenze per il sito stesso: è di questa mattina l’annuncio del colosso Amazon, che non ospiterà più tra le sue pagine il sito.

In Ecuador, invece, la notizia diramata ieri di una possibile offerta di asilo politico per il fondatore di Wikileaks, è stata sconfessata in mattinata dallo stesso Presidente Correa, il quale ha però allo stesso tempo accusa gli USA di aver profondamente minato la fiducia dei suoi alleati con varie operazioni di spionaggio, che stanno venendo alla luce in questi giorni.

Negli Usa dal coro di proteste americane, si eleva la voce di Sarah Palin, la quale non si è risparmiata nel definire Assange come un terrorista, da combattere alla stessa stregua di Al Qaeda.

Sul fronte italiano invece, è ancora una volta il ministro Frattini, che dopo aver definito tali rivelazioni come l’11 settembre della diplomazia, rilascia l’ennesima dichiarazione nella quale si augura che Assange venga assicurato alla giustizia e interrogato, al fine di poter comprendere chi ci sia dietro tutta l’operazione di Wikileaks.

Ma c’è davvero un mandante? O ancora una volta si ricorre alla dietrologia per confondere le carte in tavola?

Redazione

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Una risposta a L’Interpol sulle tracce di Assange

  1. avatar
    alessio di benedetto 04/12/2010 a 17:36

    Mandato di cattura perché disturba i loschi traffici internazionali!
    VIVA ASSANGE. Un respiro di libertà mentre il IV Reich, guidato dagli USA sta tentando di mettere in atto il controllo globale del mondo. Quando nel sito Wikileaks si parlerà del ladrocinio del sistema finanziario internazionale, spero che l’intera umanità dica basta all’imbroglio delle banche e al loro diritto mafioso, appoggiato da tutti i governanti all’insaputa dei popoli, di stampare soldi ad usura. Appoggiamo Assange su internet e proponiamolo come Vero Premio Nobel per la pace e la libertà dell’umanità ridotta a cavallo da tiro da dieci stampatori di denaro falso (euri e dollari). Per quanto riguarda il governo italiano, schiavo dell’imperialismo ameriKano, non c’era bisogno delle rivelazioni di Wikileaks, sapevamo tutto su un premier, premio nobel per la menzogna, Berlusklaun, l’unico, insuperato, in grado di pronunciare 78 bugie in 15 minuti. LUNGA VITA AD ASSANGE!!! http://www.wikileaks.ch

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