L’HRC punzecchia, Valentino Rossi risponde. Lite su Twitter

L'immagine dello "scandalo" (crash.net)

Che Valentino Rossi e Honda non si lasciarono in buoni rapporti ai tempi del passaggio del Dottore in Yamaha è cosa nota a tutti.  Era il 2004, quando un Rossi ormai stanco di una casa che gli offriva forti garanzie tecniche, trascurando però del tutto  il fattore umano, decise di cambiar bandiera; l’intento era palese: dimostrare che, a far la differenza, è sempre e innanzitutto il pilota.  Di diverso parere, i boss HRC dell’epoca: chiunque, persino un «anonimo giapponese», avrebbe potuto portare la Honda ufficiale al successo.  I trionfi del Dottore su Gibernau e Biaggi furono dunque, prima ancora che vittorie sulla pista, anche il sigillo su un preciso modo di intendere lo sport del motociclismo. E, almeno sino ad oggi, la vicenda pareva archiviata. Faccende quasi da preistoria.

Negli ultimi anni, nessuno o quasi aveva infatti più parlato del divorzio tra  Valentino e la Honda, decisamente oscurato dal più sofferto addio alla Yamaha. Un debito di riconoscenza reciproco, forse, aveva spinto sia Rossi sia il colosso giapponese a non tornare più sui trionfi conquistati insieme e su ciò che era venuto dopo.

E’ tuttavia l’ormai onnipresente Twitter a rimescolare le carte in tavola: in barba alle regole di diplomazia e non belligeranza di qualsiasi oculato ufficio stampa, è infatti arrivato quest’oggi, direttamente dal profilo ufficiale HRC, un tweet piuttosto discutibile, se non nella sostanza quantomeno nell’opportunità. Un post di poche parole – «Le statistiche dicono tutto» –  a corredo di un’ingenerosa immagine che mette a confronto i risultati conseguiti, negli ultimi 5 anni dal Dottore, con quelli del nuovo pupillo Casey Stoner. Un confronto dal quale, complice anche l’ultima disastrosa stagione in Ducati, Rossi esce sconfitto.

Del resto, non è un mistero che Stoner, già promettente ai tempi del debutto con le 1000cc, sia stato il più straordinario interprete delle 800cc, di scena dal 2007 sino al 2011. E, certamente, anche Rossi lo sa bene. Quel che però fa storcere il naso è che un paragone come questo, all’ordine del giorno su forum e blog tifosi dell’uno e dell’altro centauro, arrivi direttamente da fonti ufficiali. Con un paradosso ulteriore: Honda si è così ritrovata a celebrare risultati che Stoner ha, almeno per il momento, conseguito soprattutto con un’altra casa, la concorrente Ducati. Certo, l’australiano è da poco tornato in sella alla giapponese e ha davanti  a sé una luminosa carriera ma perché iniziare all’improvviso a celebrare il pilota quasi a discapito del proprio marchio?

Rossi e Stoner in un testa a testa (motorcyclenews.com)

Naturalmente, la tabella incriminata, poi  rimossa dopo le prime polemiche, ha in breve fatto il giro del web. E lo stesso Rossi, ormai assiduo frequentatore di Twitter, ha voluto personalmente replicare, senza nascondere il proprio fastidio per l’accaduto: «Eh eh, very easy compare the numbers between me and Stoner from 2006, when I won already 5 champs and 53 races . More real compare the first 5 season of me with the first 5 of Stoner». Secondo il pesarese, sarebbe iniquo mettere a confronto i primi 5 anni della carriera MotoGP di Casey con quelli che per Valentino sono, invece, solo gli ultimi 5 di una lunga storia, costellata già prima del 2006 da numerosi successi, tra cui spiccano proprio i 3 titoli mondiali vinti con i giapponesi di HRC. E chissà, forse complice anche l’anagrafe, destinata ad un’inevitabile battuta d’arresto.

Insomma, sarà solo un confronto sulla lunga distanza, a carriere finite per entrambi, a stabilire chi tra i due sarà stato il più vincente nella classe regina, numeri alla mano. Ma, per fortuna, uno sport spettacolare come il motociclismo non vive certo di sole statistiche.

Mara Guarino

Foto homepage via: motorcyclenews.com 

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