L’effetto domino Gheddafi spacca in due il governo

Il leader della Lega Umerto Bossi

Roma – Mentre il dittatore libico bombarda il suo popolo per mantenere il proprio potere, in Italia Umberto Bossi mostra i muscoli e mette in difficoltà il presidente del Consiglio. Il premier avrebbe, infatti, unilateralmente deciso di assecondare la richiesta di Nicolas Sarkozy di partecipare ai raid aerei contro obiettivi del regime di Gheddafi. Almeno questa è l’idea che si è fatto il Senatur che lascia trapelare tutto il suo malumore nelle pagine del quotidiano del Carroccio, la Padania. Un titolo eloquente, “Berlusconi si inginocchia a Parigi“, da il via a tutto lo sfogo del leader della Lega. «Siamo diventati una colonia francese – ha dichiarato il Senatur puntando il dito contro le decisioni del presidente del Consiglio di fronte alle richieste francesi – che erano arroganti. Nicolas Sarkozy urlava: io voglio questo, io voglio quello». Bossi attacca di petto Berlusconi in quanto lo ritiene colpevole «di non avere difeso minimamente le nostre posizioni, di essersi fatto travolgere dalla prepotenza d’oltralpe, ottenendo in cambio solo l’ok per Mario Draghi alla Bce – e continua affermando che – Berlusconi pensava che dicendo sì a tutto potesse acquisire nuovo peso internazionale. Ma è il contrario: non è bombardando dei poveracci in Libia che si conta di più. Sei forte solo quando sai dire anche no – e la conclusione a cui giunge il ministro delle Riforme, non è delle più rosee – dopo le dichiarazioni di Berlusconi, Gheddafi ci riempirà di clandestini».

L’ingrato compito di spiegare il perché della decisione di Berlusconi di partecipare ai bombardamenti della forza Nato contro obiettivi del regime libico, è spettata al ministro della Difesa Ignazio la Russa. Quest’ultimo afferma che la decisione di partecipare ai raid contro le forze di Gheddafi era già stata presa in considerazione da tempo, ma che con gli alleati finora gli accordi presi riguardavano altri assetti per quanto riguarda la missione in Libia. Il ministro La Russa è comunque convinto che il presidente del Consiglio riuscirà, durante il Consiglio dei ministri a far capitolare il suo alleato di governo. La Russa è convinto che Bossi cederà anche stavolta alle decisioni di Berlusconi e non userà questa nuova défaillance del premier per far cadere il governo. «Ricordo però che la Lega non ha mai fatto mancare il suo voto – ha infatti detto La Russa – il nostro governo non ha avuto un contrasto forte in materia di politica internazionale. Avrei preferito anche io che non ci fosse questa diversità di opinioni, ma conterà alla fine la capacità del governo di rimanere unito e coeso». Insomma, è dato quasi per certo che la Lega non metterà i bastoni fra le ruote nemmeno stavolta al Cavaliere. Anche se, leggendo l’articolo sulla Padania, sembra che Berlusconi dovrà regalare qualche politica interna in più alla Lega per calmare l’ira di Bossi.

 

Giulio Tremonti scontento e sorpreso

La diatriba tra i due leader di maggioranza, infatti, non riguarda solo la decisione di assecondare il volere della Francia, ma forse anche più feroce è l’ira bossiana per la figuraccia da “cioccolatai” che il premier avrebbe fatto fare ai ministri Roberto Maroni e Giulio Tremonti, in quanto la decisione presa ha stravolto il loro lavoro. Il leader del Carroccio si è persino rivolto al capo dello Stato con il quale si è sfogato affermando che il consiglio dei ministri non ha mai dato il suo assenso ai bombardamenti. Anche Giulio Tremonti è rimasto spiazzato dalla decisione del premier, in quanto, come spiega Leonardo Boriani, il direttore del quotidiano leghista, «tutta la ‘sarkozata’ ha già fatto sopportare alle casse dello Stato italiano oltre 700 milioni di euro». La questione libica a quanto pare non ha messo in difficoltà solo il regime di Gheddafi, ma qualche colpo di coda sta scuotendo anche l’Italia.

Sabina Sestu

Foto: www.ecumene24.com; www.youtab.it

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