Il Kosovo e il traffico di organi, ecco i risultati dell’inchiesta

Presentato a Bruxelles il rapporto del procuratore Williamson sui crimini commessi in Kosovo dall'Uck all'indomani della guerra del 1998-99

KosovoÈ stato presentato a Bruxelles il rapporto redatto dalla Sitf – Special Investigative Task Force – l’agenzia creata dall’Unione Europea per indagare sui crimini commessi dall’Uck subito dopo la fine della guerra in Kosovo del 1998-99, sulla base della documentazione presentata nel 2010 da Dick Marty, membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

I CAPI DI IMPUTAZIONE – Secondo il rapporto presentato dal procuratore Williamson, capo della Sitf, le responsabilità penali riguardano la realizzazione «di  una campagna di persecuzione diretta contro serbi, rom e altre minoranza del Kosovo, ma anche contro albanesi tacciati di collaborazionismo, o semplicemente perché oppositori politici». Gli atti materiali di cui gli imputati dovranno rispondere riguarderanno perlopiù reati quali omicidio, rapimento, detenzione illegali in campi di concentramento, abusi sessuali, e distruzione di edifici religiosi. Williamson non ha voluto fare nomi; restano quindi momentaneamente senza risposta le domande sull’effettiva imputazione di elementi di spicco dell’establishment kosovaro, quali ad esempio Ramush Haradinaj e Hashim Thaci. Quest’ultimo in particolare, attualmente primo ministro del Kosovo, veniva citato da Marty come «il più pericoloso dei bross criminali dell’Uck».

CRIMINI CONTRO L’UMANITÁ – Il carattere ampio e sistematico di tali crimini, si legge nel rapporto, giustifica l’apertura di procedimenti per crimini contro l’umanità nei confronti di diversi esponenti di spicco dell’Uck. Secondo Williamson è difatti evidente che tali crimini non siano inquadrabili come atti isolati compiuti da singoli, ma siano stati al contrario perpetrati in maniera organizzata. Inoltre, sembrano certe anche le future presentazioni di accuse per crimini di guerra.

TRAFFICO DI ORGANI “SPORADICO” – In merito al traffico di organi, secondo Williamson il quantitativo di prove raccolte non è al momento sufficiente per perseguire tali crimini. Nonostante ci siano le «basi convincenti» per affermare che circa dieci prigionieri siano stati uccisi e i loro organi prelevati immediatamente dopo la fine della guerra del 1998-99, si tratterebbe di fatti isolati.

IL TRIBUNALE CHE NON ESISTE – Le indagini comunque proseguiranno, mentre le accuse comunque non verranno formalizzate fino alla creazione del tribunale speciale, verosimilmente per l’inizio del 2015. Il percorso di creazione del tribunale è però tutt’altro che chiaro: è difatti necessaria l’approvazione del parlamento kosovaro, dato che l’organo, seppur con sede all’estero – presumibilmente in Olanda – funzionerà all’interno della cornice legale del Kosovo. La problematica situazione politica in Kosovo, e la parziale riluttanza della classe dirigente albanese, potrebbero allungare ancora di più i tempi.

Kosovo

John Clint Williamson, procuratore capo della Sitf

SENSO DI INGIUSTIZIA – Il rapporto ha trovato il disappunto dell’associazione delle famiglie delle vittime serbe. «A giudicare dalla condotta della comunità internazionale, il risultato è che i serbi si sono rapiti da soli, si sono rimossi i propri organi e poi si sono uccisi», ha affermato Milena Parlic, presidente dell’associazione. Il riferimento è alla disparità tra il numero delle vittime del traffico di organi enunciato da Williamson e quelli che risultano nei registri  dell’associazione, che tra l’altro coincidono grosso modo con la stima fatta da Carla Del Ponte, ex procuratore generale dell’Icty – il tribunale penale internazionale per i crimini commessi in ex Jugoslavia.

PROSPETTIVE FUTURE – Bisognerà attendere l’inizio del 2015 per avere un quadro più completo della situazione. Con la creazione del tribunale verranno formalizzate le accuse e annunciati gli imputati. Nonostante la leadership kosovara abbia più volte manifestato l’intenzione di boicottare il tribunale, le pressioni dell’Unione Europea, che ha posto la collaborazione con la struttura giudiziaria come condizione per il proseguimento del dialogo volto alla futura adesione del Kosovo all’organizzazione, potrebbero mettere a tacere le proteste. In Serbia, classe politica a parte, la fiducia nelle istituzioni giudiziarie occidentali rimane scarsa. Per la guerra del 1999, un atto di aggressione illegale in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, condotta senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, nessun leader occidentale è stato citato in giudizio dall’Icty. Così come nessuna condanna è stata emessa contro esponenti di spicco dell’Uck, trasformatisi in poco tempo da terroristi a guerriglieri per la libertà degli alleati Stati Uniti.

                                                                                                                                                                                                                                                       Carlo Perigli
                                                                                                                                                                                                                                                            @c_perigli
foto: economist.com thestar.com

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4 Risponde a Il Kosovo e il traffico di organi, ecco i risultati dell’inchiesta

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    Bardylius 31/07/2014 a 00:14

    Una cosa mi pone dei dubbi…
    Questo tipo di scritture vengono pubblicate da movimenti di sinistra e perciò non riesco a rendermi conto come possa essere possibile che si voglia chiedere di processare dei PARTIGIANI per aver ucciso l’occupatore oppure i collaborazionisti.Certo i valori di questi tempi sono messi quotidianamente in dubbio,perciò niente di strano risulterebbe.Ma anche se cosi fosse non si riuscirebbe a mettere nello stesso piatto chi ha ucciso done,vecchi e bambini ( I SERBI) con chi non lo ha semplicemente fatto (Kosovari).Certo viviamo in un mondo strano dove uno fa fuori un aereo di civilli,e cosa li si risponde, li si blocca il bancomat ,che mondo di m..rda

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    Bardylius 31/07/2014 a 00:29

    Ah a proposito dei organi,Williamson ha detto (non come si scrive qua) che non ci sono prove ….ma che….. non lo può escludere che sia successo.Siccome e stato chiamato esplicitamente per trovare le prove di tale fantasticheria e li si e dato carta bianca doveva avere il coraggio di dire la sua.Ma siccome e statunitense se negava l’esistenza li si dava del ovvio,se puntava il dito senza prove li si dava del somaro…Peccato non hanno chiamato me ,con la paga che questa gente prende ,e il rimborso spesse mi sarei fatto una bella vita per i prossimi dieci anni….

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    Alessandro Di Meo 31/07/2014 a 11:28

    partigiani? occupatori? collaborazionisti? Mi sa tanto che questo “Bardylius” avrebbe bisogno di studiare meglio la storia, passata e presente. Forse è un altro discendente degli Illiri…

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    Carlo Perigli 31/07/2014 a 14:04

    Tralasciando il primo commento, che non riguarda l’articolo e quindi non necessità risposte, sul traffico di organi viene riportato (in sintesi, ovviamente) quello che Williamson ha scritto nel suo rapporto, che può trovare qui
    http://www.sitf.eu/images/Statement/Statement_of_the_Chief_Prosecutor_of_the_SITF_EN.pdf

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