Kirghizistan, smentita l’epidemia di peste nel paese

Il lago di Ysykköl, vicino al quale un giovane pastore è morto di peste bubbonica

Biškek – Una sola vittima, centosessanta persone in osservazione, ma nessuna emergenza sanitaria o tanto meno un’epidemia di peste. Così, il ministero delle Emergenze del Kirghizistan, una delle ex repubbliche sovietiche nell’Asia centrale, ha voluto fare chiarezza sulla morte di un giovane pastore, deceduto alcuni giorni fa per un caso di peste bubbonica, la stessa malattia che nel Medioevo causò la scomparsa di decine di milioni di persone.

«Sulla base delle più recenti informazioni ricevute dal centro operativo, nessun nuovo caso di peste è stato registrato nella regione», ha riferito all’agenzia di stampa russa Interfax Abdusamat Payazov, capo dell’ufficio stampa del ministero kirghiso, confermando che il decesso del pastore è avvenuto il 22 agosto – sei giorni fa – in una zona montagnosa nei pressi del lago salato di Ysykköl, nell’estremo nord del paese, a oltre 300 km di distanza dalla capitale Biškek.

Tutti coloro che, nei giorni precedenti al decesso, erano stati a contatto con il pastore deceduto – circa 160 persone, come già detto – sono state visitati e poi sottoposti a un periodo di quarantena. Dei pazienti ricoverati, nessuno mostra sintomi simili a quelli della peste bubbonica, la cui evoluzione è solitamente tanto rapida quanto grave, e pertanto non si sarebbero registrati ulteriori casi di contagio.

Per estendere ulteriormente il raggio di controllo ed evitare che un possibile focolaio di peste possa svilupparsi, lo stesso ministero ha disposto che quasi 37.000 persone nella provincia colpita (su una popolazione totale di 437.000 abitanti) fossero sottoposti a visita medica approfondita, ma i controlli sono risultati del tutto negativi.

La peste bubbonica ha origine dal morso della Xenopsylla cheopis, o pulce dei ratti orientali, che può attaccare direttamente l’uomo o gli stessi ratti, il cui morso agli esseri umani è capace di trasmettere la malattia. Con un periodo di incubazione massimo inferiore alle due settimane, la peste attacca il sistema immunitario, con sintomi via via più gravi, e l’insorgenza di gravi bubboni tumefatti e contenenti materiale organico. Se non trattata immediatamente con forti dosi di antibiotico, può portare alla morte entro un mese.

Al giorno d’oggi, si registrano massimo tremila casi l’anno, particolarmente nelle zone più povere del globo (Africa sub-sahariana e Asia meridionale), che possono essere curati con la somministrazione immediata di medicinali. Nel XIV secolo, l’epidemia di peste nera in Europa, malattia “importata” dai viaggiatori che tornavano dall’Asia, portò alla morte di oltre cento milioni di persone, dall’Italia fino alla Scandinavia, lasciando intatte le zone intorno a Milano e gran parte del territorio dell’attuale Polonia.

Stefano Maria Meconi

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews