Kenya, ritrovate le vittime della prima strage della storia

In Kenya sono stati ritrovati i resti di quella che sembra essere il primo episodio di violenza organizzata della storia dell'uomo

Kenya

I resti ritrovati in Kenya rilanciano il dibattito all’interno della comunità scientifica: la guerra appartiene alla natura dell’uomo o è un fenomeno sociale? (foto: forum.xcitefun.net)

Riesumati in Kenya i resti di un gruppo di donne, uomini e bambini, che, secondo gli esperti, sarebbero stati le vittime della prima strage della storia. Stando ai primi rilievi, pubblicati sulla rivista Nature, si tratterebbe di un massacro compiuto circa diecimila anni fa, quando un clan catturò, legò e uccise a colpi di frecce e pietre i membri di un’altro gruppo. I cadaveri, caduti in una laguna, sarebbero stati conservati nel corso dei millenni tra i sedimenti, fino al ritrovamento operato oggi da un gruppo di archeologi.

LA PRIMA STRAGE DELL’UMANITÀ – Secondo quanto riportato dall’archeologa Marta Mirazon Lahr, il ritrovamento certificherebbe «una prova definitiva di qualcosa che deve essere stato un conflitto tra gruppi», risalente al periodo in cui l’uomo era raccoglitore e cacciatore, e prima ancora che l’agricoltura lo portasse a passare alla vita sedentaria. «Un’evidenza di questo tipo – ha proseguito la dottoressa Lahr – prima ancora che esistessero villaggi è cimiteri, è davvero unica». Secondo l’archeologa difatti, mentre sarebbe provata l’esistenza, in un’epoca tanto remota, di prove fossili anche più antiche di violenze tra gli uomini,un tale dato non era mai stato certificato per quanto riguarda le violenze di gruppo.

IL DIBATTITO SULL’UOMO E LA GUERRA – Il ritrovamento avvenuto in Kenya alimenta il dibattito sulle origini della guerra, ovvero se appartenga alla sfera “naturale” o “sociale” dell’uomo. In altre parole, la violenza organizzata fa parte di noi da sempre, o è una pratica a cui l’uomo ha iniziato a ricorrere in seguito all’intervento di fenomeni esterne? Sul tema la comunità antropologica è particolarmente divisa, in particolare tra chi sostiene che il concetto di guerra sia stato abbracciato in seguito all’arrivo della proprietà, e chi invece afferma che la violenza collettiva appartenga all’uomo a prescindere da fattori esterni.

Carlo Perigli

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