Kenny Wayne Shepherd @ Bloom di Mezzago: live report

kenny wayne shepherd

Kenny Wayne Shepherd (foto via: http://www.breakoff.it)

Poche settimane dopo il devastante live degli Ufomammut, il Bloom di Mezzago (MB) ha di nuovo ospitato sul suo storico palco musica di grande spessore, sempre suonata da grandi musicisti. Domenica 26 aprile è stato il turno del celebre bluesman Kenny Wayne Shepherd, accompagnato dalla sua formidabile band. Il biondo chitarrista, ex bambino prodigio del blues americano, ha offerto al numeroso pubblico accorso per l’evento una performance grintosa e sopra le righe, alternando i suoi più celebri classici, con altrettanto celebri cover di artisti del passato. Ne sono uscite quasi due ore di blues ipnotico e travolgente, per la soddisfazione del pubblico presente, che, tra l’altro, ha fatto registrare un rotondo sold out.

APERTURA GRINTOSA – La grintosa apertura affidata a Never Lookin’ Back ha messo subito le cose in chiaro riguardo alla volontà di Kenny Wayne Shepherd di impattare la serata fin dalle prime note. Sono quindi seguite un paio di celebri e ben arrangiate cover: Everything is Broken di Bob Dylan e The House is Rocking di Stevie Ray Vaughan. Il biondo chitarrista della Louisiana è apparso in formissima e ha dimostrato fin dall’inizio tutte le sue abilità esecutive, ben accompagnato da una band tonica e gagliarda, che ha i suoi punti di forza nel piano di Riley Osbourn e nel drumming di Chris Layton, già famoso per essere stato il batterista dei Double Trouble, la band dell’indimenticabile Stevie Ray Vaughan. Nota di merito anche per la voce calda e piena del sorridente Noah Hunt, ormai al seguito di Kenny Wayne Shepherd dagli inizi, a suo agio anche in simpatici atteggiamenti coreografici che hanno accompagnato i prolungati assoli del suo più celebre compagno di palco.

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Kenny Wayne Shepherd e la sua band accolgono l’ovazione del pubblico al termine del concerto (foto via: www.facebook.com/kennywayneshepherd)

TRADIZIONE BLUES – Senza analizzare la scaletta canzone per canzone, è doveroso però sottolineare come la scelta dei brani abbia pescato in tutta la carriera ormai ventennale del chitarrista della Louisiana. Da Trouble Is…, suo album di più grande successo, sono state eseguite King’s Highway e la grintosissima True Lies; dall’esordio Ledbetter Heights la scelta è invece ricaduta sull’ipnotico groove di Deja Voodoo e su Born With a Broken Heart. Dalle produzione più recenti è obbligatorio ricordare una immensa e toccante Heat of the Sun. Grande spazio inoltre alle cover, molte delle quali registrate su Goin’ Home, ultimo album della Kenny Wayne Shepherd Band, datato 2014: su tutte hanno spiccato l’accoppiata firmata da B.B. King, formata da Woke Up This Morning e da una lunghissima e travolgente You Done Lost Your Good Things Now, nella quale la band ha dimostrato una coesione e una fluidità di esecuzione sorprendente. La prima parte del concerto è stata quindi chiusa da una toccante While We Cry. Tempo di una breve pausa e i musicisti sono tornati sul palco per una manciata di brani di chiusura, all’interno dei quali non potevano mancare la famosissima Blue on Black e la hendrixiana violentissima Voodoo Child (Slight Return).

VIRTUOSISMI BLUES – Quasi due ore di grandissimo blues, accompagnati dalle note di uno dei più grandi chitarristi della sua generazione, non ancora quarantenne ma ormai un ventennale veterano dei migliori palchi del mondo. Le abilità di Kenny Wayne Shepherd sono ben note, ma continuano a stupire. Il suo è uno stile chitarristico prettamente blues, che tuttavia riesce a mutare ed evolversi brano dopo brano arrivando a punte di rock duro, a dimostrazione di come la sua Fender Stratocaster costituisca un immaginario prolungamento degli arti: una qualità propria solo dei più grandi chitarristi, abili nell’accarezzare con delicatezza il proprio strumento quando la musica va ad esplorare lidi nascosti, ricchi di pathos e trasporto; e viceversa perfettamente a proprio agio nel malmenare, violentare, sottomettere lo strumento per farlo gridare con bending selvaggi e note dal sustain inquietante e allucinato. Questo è tutto quello che Kenny Wayne Shepherd può offrire con la chitarra a tracolla: momenti di toccanti e indimenticabili virtuosismi chitarristici mai fine a se stessi, bensì perfettamente messi al servizio del sentimento, qualità primaria del blues che fa storia.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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