Kabobo. Picconate ai passanti: 20 anni di carcere. Pronto ricorso contro lo Stato

kabobo milano

Adam Kabobo, clandestino ghanese, aggredì i passanti con un piccone per poi derubarli. Secondo il tribunale era parzialmente incapace di intendere

MilanoAdam Kabobo, il ghanese che 11 maggio scorso, a Milano, prese a picconate le persone uccidendone 3, è stato condannato a 20 anni di carcere. Gli è stata inoltre riconosciuta la semi infermità mentale, perciò dopo l’espiazione della pena dovrà essere internato per altri 3 anni in una casa di cura e custodia come misura di sicurezza.

TESI DI ACCUSA – Le vittime: Eramanno Masini, 64 anni; Daniele Carella 21 anni; Alessandro Carolè, 40 anni. Il gup ha applicato al ghanese il massimo della pena previsto, previo riscontro del vizio parziale di mente al momento del crimine.

Secondo la perizia medica disposta dal gip, infatti, Kabobo era affetto da ‹‹schizofrenia paranoide›› ma senza che ciò avesse annientato totalmente la sua capacità di intendere che al contrario – dicono gli psichiatri – era sufficientemente ‹‹conservata››.
Dalché, fatto salva la capacità di discernimento ancora funzionante, il pm ha indicato 3 possibili moventi per il reato: a) ‹‹rancore verso la società o ‹‹odio verso i bianchi››, come lo stesso Kabobo aveva ammesso affermando poi il sentimento come causa delle ‹‹voci›› che lo guidavano; b) ‹‹finalità depredatoria›› poiché le vittime colpite sono state derubate; c) ‹‹attirare l’attenzione su di sé››.

FAMIGLIARI DELUSI E SENZA INDENNIZZO - La sentenza però non soddisfa i parenti delle vittime secondo cui l’ordinamento italiano non garantisce la certezza della pena. Così Andrea Masini, figlio di Ermanno: ‹‹E’ quello che mi aspettavo dalla giustizia italiana, per quello che mi riguarda è una pena insufficiente e vedremo poi se sconterà davvero questi vent’anni››.

STATO COLPEVOLE – A questa polemica si aggiunge il fattore economico. Il gup ha disposto il risarcimento per i famigliari dei tre uccisi ma Kabobo, clandestino, è nullatenente. Quindi le famiglie sono già pronte a chiedere a un maxi indennizzo al Ministero dell’Interno. La ragione la spiega il legale dei Carolè: l’Italia, oltre a non prevedere un piano di sicurezza e ordine rispetto all’immigrazione clandestina incontrollata, non prevede neppure un fondo per il risarcimento alle vittime di crimini internazionali come vuole una direttiva europea del 2004. Dunque lo Stato, dicono, è colpevole due volte.

KABOBO IN CELLA – Poi c’è il criminale, Kabobo, rinchiuso in carcere da solo a causa dell’alta pericolosità del soggetto. Lui si lamenta. Spiega ‹Nancy Asare, interprete: ‹‹Mi ha detto che si sente solo, che non capisce perché si trova da solo in cella››. ‹‹Ha un livello bassissimo di alfabetizzazione. Ha fatto 4-5 anni di scuola elementare, parlavo con lui dialetto ghanese e un po’ di inglese››.

Il processo non è finito. La difesa ha chiesto la totale infermità mentale perciò andrà in Appello dopo aver atteso le motivazioni del tribunale, sperando ancora nel giudizio di Cassazione sulla richiesta di trasferimento dell’assassino da San Vittore ad un ospedale psichiatrico, già respinta. L’udienza è fissata per il prossimo 30 maggio e se la Corte riceverà l’istanza, Kabobo potrebbe uscire dal carcere mettendo così in discussione anche il resto del procedimento ancora in corso.

Chantal Cresta

Foto || cdn.tempi.it; tuttogratis.it

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