Jusepe De Ribera a Capodimonte: il giovane pittore che aveva Napoli nel cuore

L’artista iberico è l’esponente del naturalismo caravaggesco napoletano più influente della prima metà del Seicento, sia a livello italiano che europeo. Ma prima del definitivo trasferimento a Napoli nel 1616 sulla sua produzione giovanile in Italia incombe il mistero.

Il buio cala quando, appena diciassettenne, lasciò Valencia per muoversi tra Roma, l’Emilia e Napoli. Un enorme vuoto d’artista che questa rassegna intitolata, appunto, «Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624»  intende colmare attraverso la ricostruzione di quegli anni molto produttivi con una serie di opere appartenenti al maestro seicentesco.

La sala che ospita la mostra, curata da Nicola Spinosa, è la Sala Causa. L’esposizione è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è organizzata dal Museo Nacional del Prado e dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli – Museo Nazionale di Capodimonte.

Le tele esposte, circa quaranta capolavori dell’artista seicentesco, abbracciano i primi anni della produzione del pittore. Ma la rassegna partenopea non si esaurisce nell’essere calco di quella madrilena. Attraverso alcune modifiche e l’aggiunta di nuove opere diventa opportunità di confronto, dibattito, approfondimento di uno dei momenti cruciali della pittura del primo seicento.

Entrando nella Sala Causa, il visitatore, potrà ammirare le celebri opere appartenenti alla collezione permanente del museo di Capodimonte – quali Il Sileno Ebbro, Il San Girolamo con l’angelo del giudizio, e la Trinitas Terrestris e Santi – testimonianze del suo periodo maturo e successivo al 1624 e un gruppo di dipinti risalenti al periodo romano e a quello successivo napoletano, proveniente da altri musei e in parte esposti per la prima volta proprio a Capodimonte.

Dalle tele emerge tutta la pietà, l’umanità, la tragicità, la finitezza delle figure che Ribera sembra voler materializzare agli occhi dell’osservatore. E’cosi che il naturalismo caravaggesco, attraverso gli occhi dello Spagnoletto e poi dei suoi osservatori, diventa veicolo di valori e sensazioni universali che rendono l’artista immortale e così attuale.

«Un quadro vive attraverso la compagnia altrui, espandendosi e prendendo vita negli occhi dell’osservatore sensibile» . (Mark Rothko).

 

Museo Nazionale di Capodimonte

Via Miano 2, Napoli

 

23 settembre 2011 – 8 gennaio 2012

Orario: ore 10.00 – 19.30 ( la biglietteria chiude alle 19.00) / chiuso mercoledi

Ingresso: intero euro 8,00; ridotto euro 4,00

www.polomusealenapoli.beniculturali.it

 

Anna Bastione

 

 

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