John Fogerty, ‘Wrote a Song for Everyone’: la recensione

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foto via: ultimateclassicrock.com

John Fogerty è uno di quei personaggi che ogni buon rocker che si rispetti non può fare a meno di conoscere e apprezzare. Cantante, chitarrista e massimo songwriter dei Creedence Clearwater Revival, una band storica che non ha bisogno di presentazioni, Fogerty ha scritto pagine a dir poco immortali di musica rock. Sciolta la band per dissidi interni con gli altri componenti (in particolare con il fratello Tom, scomparso nel 1990, con il quale non ci fu mai una vera riappacificazione), John Fogerty ha intrapreso una carriera solista di grande successo. Alla soglia dei 70 anni il suo nome riesce ancora a riempire gli stadi e smuovere le masse, soprattutto negli Stati Uniti, dove i Creedence Clearwater Revival e il cognome Fogerty sono da sempre un’istituzione nel campo del rock’n’roll.

Esce quindi in questi giorni Wrote a Song for Everyone, nono album in studio di John Fogerty. In realtà ci troviamo di fronte non ad un nuovo album di inediti, bensì ad una raccolta di grandi successi dell’artista americano. La particolarità di questo disco è il fatto che Fogerty abbia preso i suoi grandi successi e li abbia riarrangiati con l’ausilio di alcuni dei più famosi artisti rock e non del panorama contemporaneo. Spiccano quindi un’energica versione di Fortunate Son risuonata con i Foo Fighters di Dave Grohl, un versione bluesy e molto ben riuscita Born on the Bayou con Kid Rock, uno dei prosecutori odierni (soprattutto negli ultimi album) di quel sound rock seminale statunitense di cui lo stesso Fogerty è stato tra i creatori.

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John Fogerty (foto via: last.fm)

Ma i brani degni di nota non si fermano qui: allegre versioni country di Bad Moon Rising assieme alla Zac Brown Band, e di Have You Ever Seen The Rain (con Alan Jackson); una particolare ma ben riuscita Proud Mary contaminata da gospel e r’n’b; una profonda Long as I Can See the Light con la collaborazione dei My Morning Jacket. Di rilievo anche Who’ll Stop the Rain assieme a Bob Seger e una Lodi rifatta con i suoi figli Shane e Tyler, in un immaginario passaggio di testimone da una generazione all’altra. Questi sono solo alcuni esempi di un album che scivola via con piacere e gusto fino alla fine, tra una collaborazione e l’altra, tutte di primissimo piano (tra i nomi non ancora citati, presenti nell’album anche Tom Morello, Keith Urban, Miranda Lambert, Brad Paisley).

Un disco che rappresenta un grande tributo che gli artisti del nostro tempo fanno ad un grande del passato come John Fogerty, attestandone l’importanza e l’enorme influenza che riesce ad esercitare sulla musica rock (e non solo) dei giorni nostri. All’alba dei 68 anni John Fogerty non ha perso un briciolo della sua energia e dimostra di poter ancora dare la “paga” a tanti tronfi sbarbatelli del nostro tempo. Classico e contemporaneo si fondono in una miscela di grande livello musicale che attesta l’imperituro valore di certo rock di 40 e passa anni fa, e certifica come ci siano in giro ancora (per fortuna) dei musicisti in grado di imparare la lezione e creare dei prodotti musicali di valore anche ai giorni nostri. Wrote a Song for Everyone è un disco per tutti gli amanti dei Creedence e del songwriting di John Fogerty in primis, ma anche per coloro i quali si accostano alla sua musica per la prima volta.

Alberto Staiz

@AlStaiz

Foto homepage: withfriendship.com

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