#JeSuisCharlie: Non ucciderete mai la satira

Due terroristi che fanno irruzione nella redazione della rivista satirica francese Charlie Hebdo e uccidono 12 persone fermeranno la satira? Certo che no

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Non ucciderete mai la satira. Chiunque voi siate, qualunque sia la vostra lingua, qualsiasi Dio adoriate. A proposito: da quanto tempo non lo vedete? Vi ha fatto i regali di Natale? No? Che diamine, dopo tutti quei versi per idolatrarlo e quei proiettili per santificarlo. #JeSuisCharlie. Voi invece chi siete? Ve lo dico io chi siete. E cosa non farete.

Non ucciderete mai il potere più grande dell’uomo libero: quello di ridere. Di ridere di noi, stolti, mica di voi. Esatto: cosa pensate di avere di speciale o migliore per essere definiti “voi”? Mica ci si nasce musulmani, cattolici, buddisti, raeliani o pastafariani. Lo si diventa: a suon di letture, salmi, shaarie, catechismi, TzeTze.it. Ognuno impara per infusione propria o altrui la parte che vuole recitare, ma dalle cosce delle nostre madri – e quelle i cui figli stamattina si sono autoinvitati nella redazione di Charlie Hebdo non ci risulta che figlino via cicogna/posta prioritaria - nasciamo tutti ugualmente uomini. Sia noi che voi. Niente più che un paio di centinaia di ossa, qualche chilo di pelle e una manciata di barba e capelli, a chi più (voi) a chi meno (noi). E alla fine della recita, brutto a dirsi, per voi soprattutto, da uomini uguali moriremo. Saremo indifferentemente poltiglie di carne incartapecorita, che raggrinzirà in una cassa di legno o in una fossa comune. Trapassati da un proiettile o adagiati su un cuscino di fiori? Che ci frega. Tutti prima o poi torneremo ad essere vento. Dispersi nell’aria, respirati e scorreggiati da altri uomini. Che rideranno ancora. Di noi, e di voi.

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Non ucciderete mai l’arma più potente del mondo: la penna. La differenza è che noi continueremo a dipingere tratti irritanti nero su bianco, china su foglio, tastiera su schermo. Insisteremo a rendere l’orrore ancora più esasperante, caricaturale, persino simpatico e divertente se necessario. Voi sarete solo il nostro strumento, il nostro materiale. Dai: come si fa a non ridere di un Dio che 50 pagine prima dice “occhio per occhio dente per dente” e 50 pagine dopo ci ripensa: “Sono infallibile, uno e trino ma ogni tanto qualche cazzata la sparo pure io, quindi fate finta che non ho detto nulla“? E come possiamo trattenerci se un fantasy promette 72 vergini in paradiso in cambio di “un sacrificio per la causa” (che poi il sacrificio e la causa hanno più interpretazioni del Triangolo delle Bermude), quando basta un carnet della RyanAir e uno stipendio da impiegato alle Poste per campare vita natural durante ad alcool e spogliarelliste? Da vivi, ovviamente. Pensa se tutto st’ambaradan di prati in fiore e donnine formose nell’aldilà poi non esiste. Eh?

Non ucciderete mai – purtroppo – neanche la vostra stupidità. Perché quella, sì, è solo vostra. E tenetevela stretta. La stupidità di chi imbraccia un fucile in nome di Dio, Allah o ET. La stupidità di chi crede che crivellando di colpi la redazione di un giornale abbia fatto piazza pulita degli “infedeli”. Ed invece, stupidi, ne avete appena fatte nascere nuove schiere, dalle ceneri di quelle stesse risate che credete di aver messo ora a tacere. Non le sentite le risate? Vengono a galla dai pavimenti annegati nel sangue. Rimbombano tra le mura arrossate a morte. Sussultano nei corpi freddati ancora caldi.

Spiacenti, non ci ucciderete mai. Forse avete ragione: Allah è grande, Dio è grande. Ma chi lo urla con un kalashnikov in mano, è un uomo piccolo piccolo. Di cui riteniamo doveroso continuare a ridere. Anche e soprattutto oggi.

#JeSuisCharlis

Francesco Guarino
@fraguarino

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