J.Edgar, la solitudine di un uomo potente

Locandina J Edgar

Locandina

Chi era J.Edgar Hoover?

Un ottimo lavoro di Clint Eastwood ci racconta la storia del fondatore dell’FBI,  un uomo in grado di gestire un potere immenso, ma troppo solo per essere felice.

Nella pellicola Edgar inizia il suo lavoro giovanissimo, spinto da un forte senso patriottico mentre l’America inizia ad affrontare la minaccia Bolscevica nei primi anni ’20, il potere dei radicali e successivamente lo strapotere dei ganster come il nemico pubblico John Dillinger e Al Capone. Il giovane viene notato per le sue grandi qualità organizzative e in poco tempo gli viene affidato un incarico a dir poco storico: la riorganizzazione e la nascita del Bureau Federale, l’FBI che il personaggio interpretato da di Caprio concepirà e strutturerà a sua immagine e somiglianza.

La struttura  diventerà in breve tempo solida ed efficiente, avvalendosi, di contrasto con i poteri della Polizia, delle tecniche più evolute dell’indagine scientifica, che inizia proprio con il Bureau a divenire parte integrante del lavoro di analisi nei casi irrisolti: come quello relativo al rapimento del figlio dell’aviatore Charles Linderberg, considerato in quegli anni tormentati, l’uomo del ventesimo secolo.

La narrazione del film vede tuttavia anche un altro lato dell’importante personaggio di Hoover. Un uomo in apparenza di grande solidità, ma nello stesso tempo fragile e pieno di difetti  sul piano della vita vera, quella dei rapporti personali, in particolare quello con le donne: Edgar è infatti omosessuale e fortemente innamorato del suo assistente Clyde Tholson (un eccellente Armie Hammer ), ma non riuscirà mai ad ammetterlo pubblicamente per via della sua posizione di rilievo pubblico e soprattutto per via della figura della madre, dei quali consigli e carisma non riesce assolutamente fare a meno. Anche nei rapporti professionali con la sua segretaria personale, Helen Gandy (Naomi Watts), l’uomo mostrerà sempre un certo distacco e di imbarazzo.

Di Caprio e Eastwood
Di Caprio e Eastwood

Il film si muove su due piani paralleli: da un lato, il giovane Edgar alle prese con la sua ascesa al potere. dall’altro, con ottimi effetti cinematografici di invecchiamento, lo styesso uomo in lotta sempre per gli stessi principi, ma ormai prossimo al declino fisico e professionale, avversato da un mondo che non gioca più le sue stesse regole. Ottima la regia e i dialoghi, in cui la narrazione non viene mai turbata e perfetto il lavoro degli attori.

Unico neo di questo big movie è quello, tuttavia, di aver certamente dato conoscenza delle origini di un personaggio storico davvero influente nel ventesimo secolo, ma tralasciando alcuni nodi fondamentali dei rapporti di Hoover con l’intera America e il potere politico: se il film mostra un uomo solo contro tutti, la realtà storica parla di Edgar come un soggetto perfettamente coinvolto e partecipe di compromessi.

Perfettamente consigliato agli amanti dei film di Eastwood, la pellicola è adatta comunque ad un pubbblico attento date le numerose tematiche messe sul piatto. Bisogna comunque dare ancora una volta merito allo straordinario Clint, che dopo il bellissimo “Hereafter“, una forte riflessione su ciò che può succedere dopo la morte, ha portato all’attenzione generale la storia di un uomo fedele al suo Paese e perennemente in lotta per difenderlo.

Adriano Ferrarato

 

 

 

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