J-Ax e Fedez, per una notte è Rap in Roma

Per una notte il rap è di scena al Rock in Roma: J-Ax e Fedez strappano applausi a suon di vecchi e nuovi successi

j-ax-fedez-rock-in-roma-rap

J-Ax sul palco del Rock in ROma (Facebook: Postepay Rock in Roma, foto Luigi Orrù)

Qualche riff piazzato qua e là non è mancato, ma ieri di sicuro il Rock in Roma è diventato per una notte Rap in Roma. I Bimbiminkia4life J-Ax e Fedez hanno cavalcato l’onda degli ultimi successi (il tormentone estivo Maria Salvador) e quella della sovraesposizione mediatico-politica per prendersi palco, pubblico e applausi dell’Ippodromo delle Capannelle. Una lunga serata di rap iniziata alle 19.30 con Denny LaHome e conclusasi con l’incursione de Il Cile, per un live che non ha lasciato di certo insoddisfatti gli amanti del genere.

J-AX, L’ETERNO ZIO - I due live che dovevano essere date a sè sono diventate poi un solo concerto, separato e occasionalmente ricongiunto proprio per Bimbiminkia4life, il singolo dell’album 2015 di J-Ax Il bello di esser brutti. L’ex Articolo 31 e il coso dipinto (copyright Gasparri, non dimenticato da Fedez durante il suo live) hanno approcci differenti, ma ugualmente entusiastici al palco. Il mastro cerimoniere è Alessandro Aleotti, che si prende l’ultima parte della serata e malcela gli eccessi di giovanilismo con un entusiasmo coinvolgente. J-Ax non rinnega la storia degli Articolo 31 – e come potrebbe? – e la scaletta è un mix riuscito di vecchi successi e tormentoni del J-Ax 2.0: Domani smetto, Spirale ovale e La vita non è un film affiancano il nuovo album, che si prende quasi per intero il resto della setlist.

J-Ax non lesina i featuring: sul palco con lui sale anche il fratello Luca (Weedo, ex Grido dei Gemelli DiVersi), le voci di X-Factor Debby Lou e Giusy Scarpato e il suddetto Il Cile, solista dalla storia musicale già interessante, che ha piegato la propria ricerca personale alla ribalta più smaccatamente commerciale (sin dalla partecipazione alla colonna sonora di Braccialetti rossi). Il duetto più applaudito è proprio quello con Fedez, che scaccia via i dubbi di compatibilità delle rispettive fanbase e a dimostrazione dell’ampiamente mutata prospettiva del rap italiano. Sia per platea che per contenuti.

j-ax-fedez-rock-in-roma-rap

La foto di ringraziamento di Fedez su Facebook (Facebook: Fedez)

FEDEZ, SHOW DA POP-HULISTA - Il rapper che piace a Beppe Grillo lavora su uno show già rodato che riempie i palazzetti, mentre il rap italiano anni ’90 al massimo avrebbe riempito un sottoscala. Con la differenza che la dimensione più ristretta sarebbe calzata addosso a pennello a quel tipo di rap. Adesso lo show business chiama e Fedez sa come cavalcare l’onda: lo show è Pop-Hulista di nome e di fatto, tant’è che Federico Leonardo Lucia sente il bisogno di chiamare in causa a più riprese non i nemici di microfono via dissing, ma quelli social come Barbara D’Urso, Matteo Salvini e Maurizio Gasparri.

Il risultato finale piace e si fa piacere. Che questo rap sia lontano anni luce da quello delle origini, è poco ma sicuro. Involuzione o evoluzione? Se a parlare sono i numeri, la lotta è impari. E se il Rock in Roma alza le mani al cielo ed applaude ugole più o meno tatuate, allora il popolo è sovrano e ha deciso: che Rap in Roma sia, almeno per una notte. 

Redazione Musica

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews