Italiani rapiti in Libia, il riscatto conferma la pista estorsiva

La pista estorsiva, in relazione ai quattro italiani rapiti in Libia, sarebbe stata confermata da Marco Minniti, sottosegretario con delega ai Servizi.

Libia

L’appello lanciato dai colleghi dei quattro tecnici italiani rapiti in Libia. Sembra ormai confermata la pista del rapimento a scopo estorsivo (foto: ilgazzettino.it)

Nessun intento politico o richieste di scambi con scafisti arrestati negli ultimi mesi. Al contrario, dietro il rapimento di Gino Pollicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla, i quattro tecnici italiani sequestrati lo scorso 20 luglio in Libia, ci sarebbe un gruppo di malviventi alla ricerca di denaro. Secondo quanto riportato da Tg Com 24 difatti, attraverso i mediatori di intelligence sarebbe arrivata una richiesta di riscatto per l liberazione dei quattro connazionali.

SEQUESTRO A SCOPO ESTORSIVO – L’ipotesi sarebbe confermata dalle parole pronunciate dal sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti nel corso di un’audizione al Copasir, durante la quale ha inoltre escluso l’ipotesi relativa ad un collegamento tra i rapitori e gli scafisti arrestati nelle ultime settimane. Un sequestro estorsivo, secondo Minniti, pur nella difficoltà della situazione, renderebbe la questione più facilmente gestibile.

RELAZIONI COMPLICATE – I problemi invece sorgeranno inevitabilmente qualora si cercherà la collaborazione delle autorità politiche libiche, al momento fortemente frammentate. Sulla questione fino ad ora si è espresso Khalifa al Gwheil, che ha considerato «molto scarsa» la probabilità che il rapimento abbia qualche connessione con i trafficanti, dichiarandosi inoltre convinto che nelle intenzioni degli autori ci sia la volontà di rovinare le relazioni tra il suo governo e l’Italia. Tuttavia, il governo attualmente riconosciuto come legittimo è quello di Tobruk, e non si può escludere che il rapimento dei quattro italiani possa inserirsi nel delicato quadro che sta caratterizzando la politica interna libica.

LE DICHIARAZIONI DI GENTILONI E ALFANO – Appelli alla prudenza sono intanto arrivati da Viminale e Farnesina. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha difatti chiesto «prudenza e riserbo per portare casa» i quattro tecnici, invitando a «non inseguire il carosello di rivendicazioni, ipotesi e retroscena che vengono fatti in modo più o meno strumentale». Sulla stessa linea le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Interni Angelino Alfano.

Carlo Perigli

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