Italia-Costa Rica: gli azzurri contro il tabù delle piccole squadre

Costa Rica

La nazionale italiana è fatta così. Quando l’avversario è temibile, allora gioca con il cuore e se la gioca alla pari, regalando grandi emozioni. Quando invece gli avversari non godono di grande fama, sia i tifosi che i giocatori si rilassano e poi, puntuale come il miglior orologio svizzero, arriva la batosta, di quelle che fanno parecchio male.

NIENTE PAURA - Ecco, oggi c’è seriamente il rischio di prendere una nuova lezione dalla modesta Costa Rica. Magari se questa nazionale avesse un nome un po’ più risuonante, nessuno la sottovaluterebbe. Alcuni giornalisti, furbescamente, hanno già messo le mani avanti dicendo che si tratta comunque di una buona squadra. Per carità, Joel Campbell è un buon giocatore, e la partita d’esordio vinta dalla squadra di Jorge Luis Pinto per tre reti a una ha sorpreso tutti. Ma, almeno in teoria, non è minimamente sufficiente per impensierire l’Italia. Prandelli deve temerne uno. I costaricani invece devono avere paura di tutti: Pirlo, De Rossi, Candreva, Balotelli su tutti.

MASSIMO RISPETTO - La storia della nazionale italiana parla chiaro. Oggi si rischia grosso. Tutti quanti ricordano l’umiliazione di quattro anni fa, quando la seconda Italia di Marcello Lippi pareggiò con Paraguay, Nuova Zelanda e perse con la Slovacchia. Addirittura, gli azzurri arrivarono ultimi nel girone. In Germania, prima di arrivare a Berlino e prendersi la coppa, la squadra di capitan Cannavaro pareggiò contro la più scarsa del girone: gli Stati Uniti. E con l’Australia, che tutti davano per spacciata, ci dovettero pensare Fabio Grosso e Francesco Totti all’ultimissimo secondo, altrimenti Dio solo sa come sarebbe andata a finire. Nel 1994 la squadra di Sacchi all’esordio perse contro la modesta Irlanda. Nel 1982, la nazionale che poi diventò campione del mondo pareggiò le prime tre partite contro Polonia, Perù e Camerun. Nel 1966, a cacciare l’Italia dal mondiale ci pensò il numero sette della Corea del Nord: Pak Doo Ik. Speriamo che oggi, contro Costa Rica, non si scriva l’ennesimo brutto capitolo della nostra storia calcistica.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: giornaleapollo.it

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