Italia condannata: diritto al figlio senza legame biologico

madre surrogata
La Corte dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcire due coniugi per l’allontanamento del loro bambino, nato in Russia da madre surrogata, sancendo il diritto ai figli senza legame biologico.

IL CASO – Nel 2010, dopo aver tentato la sperimentazione in vitro in Italia, una coppia di Campobasso decide di andare in Russia e ricorrere alla maternità sostitutiva. Nel marzo 2011 nasce un bimbo iscritto all’anagrafe di Mosca come figlio legittimo della coppia. Arrivati in Italia, però, i due neo genitori si vedono negare la trascrizione dell’atto di nascita all’anagrafe italiana. Il problema, secondo il tribunale italiano, è che il certificato di nascita russo contiene informazioni false sull’identità dei genitori. Il bimbo, dopo essere sottoposto anche all’esame del Dna, viene affidato ad una famiglia d’accoglienza e la coppia, a cui nel frattempo è stata tolta la possibilità di adottarlo, allontanata, in modo da non poter avere contatti di alcun genere con il bambino.

VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI RISPETTO – Oggi, ben quattro anni dopo, la Corte di Strasburgo ha dichiarato che c’è stata una violazione del diritto di rispetto della vita famigliare. In sostanza l’allontanamento del bimbo dalla famiglia non era necessario, la sentenza recita infatti: « L’Italia ha violato il diritto di una coppia sposata a poter riconoscere come proprio figlio un bambino che non ha nessun legame biologico con loro, nato in Russia da madre surrogata perché non ha dimostrato che l’allontanamento del bambino dalla coppia era necessario». Lo Stato Italiano, però, non è obbligato a restituire il bambino alla coppia, questo perché il piccolo, adottato dal 2013:« ha sviluppato inevitabilmente, nel frattempo, dei legami emotivi con la famiglia d’accoglienza». Lo Stato però dovrà pagare ai coniugi circa ventimila euro per danni morali e i ben 10mila euro delle per le spese processuali.  In Italia non è possibile avere un figlio da madre surrogata e quindi molte famiglie si rivolgono all’estero, andando poi incontro a problemi legali, c’era infatti, fino ad oggi, un’evidente intenzione della Cassazione di arginare il fenomeno dell’utero in affitto.

Serena Prati
@Se_Prati

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