Italia-Belgio, i punti a favore di una (insperata) vittoria azzurra

A poche ore dall'inizio di Italia-Belgio, analizziamo i dati che sembrano far sperare verso una seppur improbabile vittoria degli azzurri

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Italia-Belgio, stasera gli azzurri faranno il loro esordio a Euro2016. La debacle è assicurata? Forse no (foto: goal.com)

Dici Italia-Belgio e pensi che tutto sommato non l’avresti mai sospettato. A prescindere dalla data riportata sulla carta di identità, mai avresti potuto immaginare che gli Azzurri si sarebbero ritrovati ad affrontare da sfavoriti i Diavoli Rossi. Perchè, ormai lo sa bene anche la massaia di Voghera, così è. Lo dice il Ranking Fifa, nel quale il Belgio appare secondo – e fino a poco tempo fa era primo – mentre l’Italia sta risalendo piano piano la china, posizionata per ora al dodicesimo posto. Lo dicono i giornali, che, fin dal giorno del sorteggio, ci hanno anticipato l’imminente debacle, aumentando serratamente il ritmo ma mano che il pullman degli Azzurri si avvicinava a Lione. E hanno ragione, tutti. La Fifa, i giornali e pure la massaia di cui sopra, ormai perfettamente consapevole dell’assenza di campioni in rosa e del numero 10 assegnato a Thiago Motta. Ma ci aspetta veramente un’umiliazione?

SIAM PRONTI ALLA MORTE” – Forse si, forse si ripeterà quel poco promettente 1-3 maturato solamente sette mesi fa. Ma riflettiamoci un secondo, ci stupiremmo davvero? Con le gesta del trio De Bruyne-Hazard-Lukaku ormai entrate da mesi nell’immaginario collettivo, la mente di un intero paese ha già digerito, forse per la prima volta, una sconfitta che ancora deve maturare. Si, e allora? E allora non c’è tensione, non c’è quell’ansia da prestazione che spesso e volentieri ci ha mandato “in bianco” – e a casa – più di una volta. Che forse il Costa Rica era la rivelazione del 2014, anche se potremmo discutere anche di questo, ma ci ricordiamo il girone del 2010? Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda:  andammo fuori. E nel 1994? Messico, Irlanda e Norvegia: passammo per il rotto della cuffia come migliore terza. E non ce la sentiamo nemmeno di tornare così tanto indietro nel tempo per citare l’umiliazione subita contro la Corea del Nord nel 1966. Giocare senza pressione può aiutarci, ma non solo a giocare meglio e a rendere di più, ma anche a vivere con più serenità l’eventuale sconfitta. Perchè comunque loro sono più forti, e noi lo sappiamo, e perdere questa partita non ci farebbe crollare il mondo addosso in vista delle sfide con Svezia e Irlanda. Quelle si, alla nostra portata anche sulla carta e decisive per il passaggio del turno.

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Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, la forza del Belgio è tutta nel reparto offensivo (foto: worldsoccertalk.com)

BELGIO GIOVANE E OFFENSIVO. E LA DIFESA? – Ma, nonostante possa legittimamente sembrare il contrario, non staremo qui a indorare la pillola. Loro hanno i campioni e noi no, questo ormai è assodato, ma sono veramente imbattibili come sembra? No, o perlomeno non al cento per cento. Perchè in attacco sono strepitosi, e il sopracitato trio delle meraviglie può vantare un tasso tecnico altissimo. E anche il centrocampo, con Witsel, Nainggolan e Fellaini garantisce una buona copertura. Ma la difesa, anche se guidata da un numero 1 di spessore come Courtois, è decisamente sottotono,  perdipiù orfana di Kompany, Boyata ed Engels. Al contrario, noi, mentre tra centrocampo e attacco soffriamo il confronto, arrivati al reparto difensivo siamo in grado di dare una brusca sterzata al trend. Perchè, ormai anche questa è una certezza, il blocco Juve è collaudato, e negli ultimi anni ha dimostrato di saper reggere sia in Italia che in Europa.

LA FORZA DEL GRUPPO – In ultimo, la rosa del Belgio è formata da giocatori provenienti da diciassette squadre sparse in otto campionati diversi, mentre l’Italia ha scelto un gruppo la cui storia ruota perlopiù intorno a quella Antonio Conte. Sono dettagli importanti? Forse per il ct si, considerati gli innumerevoli accenti che ha posto sulla forza del gruppo fin dal giorno in cui ha annunciato la lista dei convocati. Un modo per rafforzare le relazioni interne, ma anche per presentarsi all’esterno come un’unica entità, disposta a giocarsi in maniera compatta un Europeo in cui non viene nemmeno considerata. Il risultato finale, ovviamente, è difficile da prevedere, ma quella di stasera sarà una gara tra due squadre decisamente agli antipodi. Talento contro gruppo, potenziale a trazione anteriore contro tenuta difensiva, favoriti contro vittime sacrificali. Dove sta scritto che alla fine usciremo dallo Stade Des Lumières guardando il sorriso sulla bocca dei belgi?

 

Carlo Perigli

 

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