In galera i banchieri: così l’Islanda esce dalla crisi

Roma – L’ultima notizia che arriva dalla fredda Islanda riguarda i banchieri che nel 2008 hanno contribuito a far precipitare la situazione finanziaria del Paese: nove alti funzionari di banca ritenuti responsabili del crack di tre anni fa sono finiti dietro le sbarre.

Come se non bastasse, dopo i lavori della Commissione istituita nel 2010 proprio per indagare al riguardo, il procuratore speciale Olafur Thor Hauksson ha ordinato una serie di perquisizioni presso le maggiori istituzioni bancarie islandesi, tra cui la Banca centrale, la Mp Bank e la Almc Bank, controlli che lasciano presagire una nuova serie di arresti nelle alte sfere della finanza.

Cosa significa questo? Che contrariamente a quanto avviene nel resto del mondo – un esempio per tutti sono gli Stati Uniti dove Goldman Sachs continua indisturbata a fare il bello e il cattivo tempo influenzando i mercati finanziari di tutto il mondo – in Islanda non si sono limitati ad attribuire colpe e responsabilità, ma hanno scelto di far pagare la crisi a chi l’ha provocata, senza far gravare i costi sulle spalle dei cittadini.

I risultati della silenziosa rivoluzione in Islanda sono tangibili: il popolo, attraverso un referendum, ha vietato allo Stato di farsi carico dei debiti contratti dalle banche a causa dei banchieri speculatori, definendo il debito detestabile – cioè un debito contratto dallo Stato che non porta al popolo nessun vantaggio, ma solo penalità – e quindi non esigibile.

Assorbiti dalla riscrittura della Costituzione con un metodo orizzontale e partecipativo, gli islandesi hanno indirettamente deciso di liberarsi dall’ingerenza del Fondo monetario internazionale: dopo la sesta revisione dell’economia islandese il Fondo ha deciso di cessare qualsiasi tipo di intervento – dal più invasivo al più blando – nel Paese.

Gli islandesi sono tutt’altro che disperati dopo la decisione del Fondo: il capo del Governo Johanna Sigurðardóttir, il ministro delle Finanze Steingrimur J. Sigfusson e il ministro dell’Economia e del Commercio Arni Pall Arnason hanno parlato di una nuova stabilità economica e monetaria che l’Islanda riuscirà a ristabilire in breve tempo.

Nessun flusso di aiuti dal Fondo monetario internazionale o dalla Banca centrale europea – il primo, oltretutto, tentò di accollare ai cittadini non solo il debito contratto dalle banche, ma anche un tasso di interesse del 5,5%, 3 mila e cinquecento milioni di euro da ripagare in quindici anni – l’Islanda ha eliminato il problema alla radice, liberandosi dalla politica economica monetarista tipica dell’Occidente e rifiutando di pagare per le colpe degli altri.

Perché allora nessuno parla della rivoluzione islandese? Per un motivo molto semplice, la democrazia diretta e quella che potremo definite “autodeterminazione finanziaria” islandese mettono in crisi un sistema che governa e regola tutto il mondo, quello delle grandi banche.

Passata dalla privatizzazione – nel 2003 tutti gli istituti bancari del Paese erano privati, con il conseguente enorme flusso di capitali stranieri – alla nazionalizzazione e poi alla bancarotta, da un governo monetarista a uno democratico e finanziariamente “autarchico”, l’Islanda ha trovato la strada per uscire dalla crisi.

Mentre gli islandesi aspettano che la nuova Costituzione passi al vaglio del Parlamento e ristabiliscono la propria situazione finanziaria senza intaccare i propri risparmi, il resto del mondo aspetta immobile che cali la scure delle grandi banche, incapace di reagire.

Forse, dicono alcuni, in Islanda ci sono riusciti a causa dell’esiguo numero di abitanti. Forse, rispondono altri, in Islanda ci sono riusciti perché ci hanno provato.

Francesca Penza

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

10 Risponde a In galera i banchieri: così l’Islanda esce dalla crisi

  1. avatar
    António Evaristo 12/12/2011 a 17:53

    Uno solo commento da Portogallo! Brava questa giornalista…

    Rispondi
    • avatar
      francescadorothy 12/12/2011 a 18:42

      Un grazie enorme dall’Italia!!!

      Rispondi
  2. avatar
    Anonimo 28/12/2011 a 17:52

    Andrò a vivere in islanda

    Rispondi
  3. avatar
    Vito 29/12/2011 a 11:11

    Conoscevo questa storia Islandese già da un po di tempo.. No Anonimo, non bisogna andare a vivere in islanda, bisogna iniziare a lottare tutti insieme.. Facciamo sentire tutti!

    Rispondi
  4. avatar
    maurep 02/01/2012 a 15:36

    ISLANDESI!!!! PRRRRRRRRR!!! noi abbiamo Monti e Napolitano!! che vuoi che ci succeda?? Dicono che chi guadagna 200000 euri l’anno diventerà povero e chi invece ora non arriva alla fine del mese diventerà benestante? Loro dicono così e io ci credo. Voi no? Non pensate che i sacrifici che chiedono siano in misura adeguata al reddito? Dai su ma come si fa a pensare che non sia così…io guadagno 20.000 euro l’anno e pagherò 1000 di tasse Marchionne ne pagherà 400.000 Berlusconi 3.000.000 e così via…solo nel primo anno avremmo risolto il debito, anzi ci ridaranno i soldi indietro!! Fiducia gente, fiducia!! e state tranquilli!!! come al solito!! p.s. la luce è aumentata del 15% il gas uguale, l’iva, la benzina oddio! non ne parla più nessuno…sarà diminuita…tanto che ce frega…tra un pò ce regaleranno tutto….Però un piccolo dubbio mi è venuto…la pensione ce la lasciano? Speriamo di no! che ce famo?

    Rispondi
  5. avatar
    Anonimo 06/01/2012 a 23:24

    La realtà è purtroppo diversa anche in Islanda, ma la propagazione da un blog all’altro, in Italia, di notizie che nessuno verifica fa sì che oggi si scriva il contrario di ciò che accade. Peccato

    Rispondi
    • avatar
      Vanda 09/01/2012 a 02:24

      E quale sarebbe la diversa realta’ islandese ? Ce la spiegheresti ?

      Rispondi
    • avatar
      Anonimo 14/01/2012 a 07:54

      Troppa fatica esporre un concetto, eh?

      Rispondi
    • avatar
      Non sono un banchiere 07/04/2012 a 01:16

      Evidentemente anche tu sei un banchiere di merda, che ha paura di quello che hanno fatto gli islandesi.

      Prima di sparar cazzate, e farti prendere per il culo pensaci.

      Rispondi
  6. avatar
    francescadorothy 23/01/2012 a 03:37

    Anonimo #1 prego, se ha informazioni di prima mano – e pertanto davvero attendibili – le condivida con noi, purché fornisca anche la documentazione necessaria a comprovare le Sue affermazioni.
    Aspetto un Suo riscontro.
    Francesca Penza

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews