L’Isis punta l’Italia e gli italiani pensano a Cesena-Juventus

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C’è il serio rischio che la data di domenica 15 febbraio 2015 sarà ricordata nella storia. Come ha rivelato per prima Rita Katz, direttrice del Site, l’Isis ha rilasciato un nuovo video. In esso viene mostrata l’uccisione di molti egiziani copti. I miliziani dell’Isis fanno anche un chiara minaccia all’Italia: «Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a sud di Roma… in Libia». Si tratta di una notizia da primissima pagina, da edizione straordinaria dei telegiornali. Ma facendosi un giro su internet ci si rende conto che agli italiani non interessa per niente. Dopo la diffusione del video di jihadisti, su twitter gli hashtag maggiormente usati erano questi.

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Mentre l’Isis prendeva il Bel Paese di Mira, qui si discuteva di Cesena-Juventus, di una serie televisiva in onda sulla Rai, e di Monica Bellucci. Un po’ come se il primo settembre 1939, giorno dell’invasione nazista della Polonia, i polacchi discutessero di teatro e spettacolo. È normale tutto ciò? Fra l’altro quello di ieri era il secondo riferimento all’Italia in pochi giorni da parte dei tagliagole dell’Isis. Due giorni fa al-Bayan, la radio dell’Isis, ha definito il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni «il ministro degli Esteri dell’Italia crociata».

La situazione è a dir poco gravissima. La distanza fra Sirte, città libica nelle mani dell’Isis, e la capitale italiana Roma è di 1.250 chilometri circa. L’Italia non è mai stata così tanto in pericolo dai tempi della seconda guerra mondiale. Però sembra che i suoi cittadini non se ne rendano conto. Neanche guardando chi sono i soggetti che stanno minaccio il paese. Pochi giorni fa l’Isis ha pubblicamente giustiziato due presunte spie e ha ne ha crocefissa un’altra ad un cartello stradale nella città siriana di Al-Bab. Le immagini mostrano due uomini legati e vestiti in arancione come i prigionieri di Guantanamo (esattamente come fatto con gli altri ostaggi uccisi dall’Isis) in ginocchio a terra con molto miliziani dell’Isis ad osservarli in attesa che vengano uccisi. Alcuni uomini, quelli che li hanno materialmente uccisi sono mascherati, vestiti di nero e con le loro armi puntate sui prigionieri. Un’altra foto mostra un uomo morto appeso ad un palo con un cartello appeso al collo. E non si tratta di un film o di una serie tv a cui siamo abituati, è tutto terribilmente vero.

 

L’Italia e tutta l’Europa è in guerra contro dei diavoli. Non sarebbe ora di prenderne atto?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

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