Isis, l’Iran rifiuta la cooperazione con gli Stati Uniti

L'ayatollah Khamenei ha reso noto il rifiuto da parte dell'Iran di avviare una collaborazione con Washington per combattere l'Isis. 'Hanno le mani sporche'

iranL’Iran ha respinto una richiesta di collaborazione da parte degli Stati Uniti per combattere l’Isis, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Lo ha reso noto quest’oggi l’ayatollah Khamenei. «Gli Usa, attraverso il loro ambasciatore in Iraq, ci hanno chiesto  di cooperare contro lo Stato Islamico – ha affermato la guida suprema del Paese. Ho rifiutato perché hanno le mani sporche».

L’IRAN NON SI FIDA – Il sospetto di Khamenei è che gli Stati Uniti abbiano deciso di formare una coalizione internazionale contro lo Stato Islamico solamente per mantenere una presenza militare americana nella regione.  Gli Stati Uniti, tramite la portavoce Jennifer Psaki, hanno indirettamente confermato le affermazioni dell’ayatollah, chiarendo che i due Paesi porteranno avanti una discussione diplomatica sull’argomento, che in futuro potrebbe portare a dei colloqui relativi al nucleare iraniano. Una prospettiva che a Khamenei forse non dispiacerebbe.

VERTICE A PARIGI –  Continuano intanto gli incontri diplomatici in merito alla crisi irachena. Si è tenuta quest’oggi a Parigi la conferenza sulla sicurezza e la pace in Iraq, alla quale hanno partecipato circa venti Ministri degli esteri, inclusa Federica Mogherini. Nel documento finale i Paesi partecipanti si sono trovati d’accordo riguardo alla «urgente necessità di porre fine alla presenza di Daesh nelle regioni in cui hanno preso posizione in Iraq», impegnandosi inoltre a sostenere il governo iracheno con un«aiuto militare appropriato».

DALL’ITALIA PARTECIPAZIONE ‘INDIRETTA’ – Si può escludere, almeno per il momento, una partecipazione diretta delle forze armate italiane nella guerra contro l’Isis. Lo ha dichiarato Federica Mogherini a margine dell’incontro di Parigi, specificando che l’impegno italiano si limiterà all’invio di armi, munizioni, e materiale per il sostegno umanitario.

FRANCESI GIÁ IN VOLO – Aerei francesi invece già stamattina hanno compiuto dei voli di ricognizione sul territorio iracheno. Il Presidente Hollande ha invitato i partners ha invitato i Paesi partecipanti alla coalizione ad impegnarsi in maniera chiara e leale a sostegno delle autorità irachene, mentre il ministro degli esteri, Laurent Fabius, ha ribadito che «lo Stato Islamico non è uno Stato, né rappresenta l’Islam, è un movimento di estrema pericolosità».

 

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: i.telegraph.co.uk

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