ISHS: Medico australiano promuove il servizio sanitario del Califfato

Raqqa – Lo Stato Islamico ha da poco diffuso sul web un video che promuove la nascita del nuovo servizio sanitario del Califfato in Siria, battezzato come ISHS (Is Health Service).

L’ISIS LANCIA L’ISHS CON UNO SPOT IDILLIACO - Il filmato integrale dura circa quindici minuti e ha lo scopo di dimostrare come l’Isis abbia fornito delle infrastrutture ospedaliere e dei servizi sanitari di alto livello alla popolazione entrata a far parte dello Stato Islamico dopo le conquiste territoriali jihadiste. Il video è stato girato ad Al-Raqqa - cittadina siriana divenuta uno dei centri operativi del Califfato – e attesterebbe la presenza di un servizio ospedaliero efficiente e all’avanguardia nel cuore dei territori ribattezzati dall’Isis.

Guardando il video promozionale dell’Is l’ospedale di Al-Raqqa farebbe invidia a molti centri occidentali per le sue infrastrutture all’avanguardia (dailymail.co.uk)

UN MEDICO AUSTRALIANO NELLA PROPAGANDA DELL’IS - Nel filmato è possibile identificare un medico australiano che sostiene la propaganda per la sponsorizzazione del servizio sanitario del Califfato. Il dottore parla con un accento che sembrerebbe australiano e dichiara di chiamarsi Abu Yusuf e di aver deciso di arruolarsi negli uomini di Al Baghdadi per curare i combattenti e salvaguardare la salute del popolo jihadista.

SPOT PER ATTIRARE NUOVI MEDICI - Il tentativo del filmato propagandistico è di fornire un’immagine idilliaca dei centri ospedalieri che vivono sotto il controllo del Califfato, anche al fine di invogliare nuovi medici occidentali a sostenere la causa dello Stato Islamico. Secondo alcune testimonianze, il video sarebbe più che truccato e assolutamente lontano dalla realtà.

Il medico australiano promuove il nuovo servizio sanitario del Califfato anche se, secondo alcune fonti, il video promozionale non rispecchierebbe la realtà dei centri ospedalieri siriani (dailymail.co.uk)

LA REALE SITUAZIONE IN SIRIA - In centri urbani come Mosul e Al-Raqqa mancano servizi basilari come la luce e la connessione a internet e i prezzi degli alimenti sono insostenibili per la popolazione. Inoltre, le donne difficilmente possono lavorare come medici nei centri ospedalieri e ricevono, per questo motivo, meno cure rispetto agli uomini. Nella città di Tabqa i dentisti non possono infatti curare le donne anche nel caso in cui queste siano accompagnate dal marito.

OSPEDALI CHIUSI ALLE DONNE - A causa della poca presenza di medici di sesso femminile e dell’impossibilità, per gli uomini, di curare le pazienti, molte donne non posso usufruire de servizi offerti dal sistema sanitario del Califfato. Secondo altre fonti poco verificate, le donne sarebbero addirittura utilizzate come distributori di sangue per i combattenti feriti, mentre molti bambini sarebbero stati introdotti nel mercato nero degli organi.

IL DISCORSO DEL MEDICO AUSTRALIANO - Il medico australiano dell’ISHS lancia un messaggio forte e chiaro ai suoi colleghi europei e statunitensi, sostenendo che i dottori e infermieri musulmani ancora residenti in Occidente dovrebbero accorrere in Siria per curare il popolo dell’Isis che necessita di personale qualificato. Secondo quanto sostenuto dal dottore australiano, quindi, nell’ospedale di Al-Raqqa mancherebbero solo i medici, perché le infrastrutture e i servizi presenti nel centro sarebbero all’avanguardia.

UNA TATTICA NORMALIZZANTE - Alla luce nel filmato a favore dell’ISHS, la nuova propaganda dell’Isis starebbe cambiando tattica: all’Occidente non si richiedono più militanti ma figure professionali di spicco, allontanando lo sguardo dalla barbarie della guerra in favore di immagini normalizzanti e poco aggressive.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

 

 

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