Iscrizioni scuola materna, si parte il 22 gennaio…nuova sfida per mamme in arrivo!

scuola materna scuola infanzia (icfossacesia.gov.it)Reduci dalle feste natalizie, già con i primi pensieri in attesa che i bimbi esprimano i loro desideri su come tarvestirsi a carnevale, ecco per mamme e papà con pargoli dai 3 ai 5 anni la sfida delle iscrizioni scuola materna. Le richieste per la frequentazione della scuola dell’infanzia vanno infatti presentate in questo periodo: dal 22 gennaio al 22 febbraio per gli istituti statali, poco dopo – con tempistiche diverse che variano da città a città – per i comunali.

I TERMINI – Per le iscrizioni scuola materna anno 2016 i genitori che vogliano far frequentare ai propri piccoli un istituto statale dovranno presentare apposita modulistica presso l’asilo scelto a partire dal 22 gennaio ed entro il 22 febbraio. Questo da disposizioni ministeriali che valgono anche per la scuola primaria – elementare – e la secondaria di primo grado – la media – per cui le procedure sono da avviare on line: mamme e papà di bimbi dai 3 ai 5 anni sono invece esonerati dalle trafile informatiche a favore di cari e vecchi moduli cartacei.

Solo il 37 percento mamme ha richiesto il bonus

Iscrizione scuola materna: questa idea di asilo corrisponde alla realtà?

L’accesso alla scuola dell’infanzia ha regole rigide e spietate, soprattutto nelle grandi città dove spesso è altissima la richiesta e non sufficiente la disponibilità di posti. In maniera simile al nido, anche se con criteri un po’ diversi, l’assegnazione dei posti dipende dal punteggio che ogni famiglia raggiunge e tale punteggio è legato a vari fattori: si hanno più punti per esempio se si opta per un asilo dove il bimbo è residente rispetto a uno magari vicino alla casa dei nonni o al luogo di lavoro di uno dei genitori. Anche la presenza di fratellini o sorelline che già frequentano l’istituto comporta punti supplementari che fanno salire in graduatoria.

Giusti o meno che siano, con questi criteri mamme e papà si giocano la loro partita con la sorte e pure con il bilancio famigliare perchè non indifferente potrebbe essere la differenza di pianificazione economica potendo usufruire di un servizio pubblico – gratuito tranne che per il servizio mensa ed eventuali attività extra-scolastiche – rispetto al ricorso a strutture private dalle rette non sempre facilmente abbordabili.

LA SCELTA -  Ben prima di fare i conti però con punteggi e graduatorie, l’iscrizione scuola materna comporta un’attenta valutazione dell’offerta perchè una sola scelta è consentita. Ecco perchè ben prima del 22 gennaio inizia la raccolta informazioni e un faticoso tour de force tra asili in occasione degli ormai diffusissimi Open Days.

Le scuole, tanto più se si tratta di istituti comprensivi che includono materna, elementare e media, hanno ormai consolidato la prassi di organizzare giornate di apertura degli istituti per permettere ai genitori dei futuri alunni di visitare gli spazi, conoscere le insegnanti e in qualche modo valutare l’offerta formativa. Aperte le porte di aule e laboratori si dispiega davanti agli occhi di mamme e papà il mondo – spesso tragico – della scuola pubblica.

Si vengono così a conoscere le più variegate situazioni, accumunate tutte da un’unica consapevolezza: i continui tagli, con mortificazione spesso e volentieri di personale docente valido (poi ci sono anche gli incompetenti, ma questo è un altro discorso), costringono bambini, genitori e insegnanti a fronteggiare ostacoli non indifferenti.

ASSURDITA’ (O NO?) – Forse è solo l’impressione di una mamma che ricorda la scuola materna della propria infanzia in un determinato modo, con determinati servizi e spazi per accogliere i piccoli durante la loro giornata, ma nel visitare vari asili oggi – in prospettiva di vedere il prossimo settembre il proprio piccino frequentarli – alcuni fattori sono sembrati assurdi. Qualche esempio?

La gestione di 25 bambini – dai 3 ai 5 anni – gestiti da un’unica maestra per circa 6 ore al giorno (su 8 complessive). Come ci si può aspettare cura e attenzione ai piccini con una presenza così ridotta di personale? Non si tratta (sol)tanto di cura concreta di tipo pratico – aiutarli nell’andare in bagno piuttosto che nel soffiare il nasino – ma di cura psicologica, di sensibile sorveglianza su comportamenti che potrebbero essere “spie” di problematiche di varia natura. Problematiche che se affrontate in tempo potrebbero non avere conseguenze pesanti sul futuro dei piccoli.

scuola materna maestraAnche la cancellazione di attività come la lettura animata o la consultazione dei libri, dovuta al pensionamento dell’incaricato della biblioteca non sostituito da una nuova assunzione, suona come qualcosa di inaccettabile: consapevoli dell’importanza educativa e formativa della lettura fin da piccolissimi come dovrebbero reagire due bravi genitori davanti ad uno Stato che lascia morire una biblioteca scolastica? Forse scegliendo una scuola privata. Ma pochi, si sa, possono permetterselo.

BUONA SCUOLA (?) – Un grande punto interrogativo sulla qualità della scuola pubblica, materna in questo caso, lasciano tanti altri fattori, alcuni che possono sembrare stupidi o secondari ma non lo sono. In varie scuole dell’infanzia il riposino pomeridiano – cui molti bimbi sono abituati anche oltre i 3 anni anche se con una progressiva riduzione di durata – viene forzatamente cancellato perchè non c’è una struttura adatta a garantirlo. Nessuna aula disponibile, nessun fondo per allestirla con brandine.

E i fondi non mancano solo per assicurare ai piccini una mezz’oretta di ninna post prandiale. Mancano per l’acquisto di quasi ogni tipo di materiale di base: i libri operativi vengono pagati dai genitori all’inizio dell’anno, la stampa dei bigliettini natalizi preparati dai bimbi viene finanziata dalle famiglie…e questa mattina nella bacheca di una materna ho letto: “Si avvisano i genitori che mancano pennarelli e pastelli”. Non seguiva neppure l’invito a comprarli, era implicito. Ridere per non piangere?

In un asilo ho sentito addirittura che, l’anno precedente, erano stati genitori volontari a ridipingere aule e corridoi.

scuola materna (icbellaria.gov.it)ATTIVITA’ EXTRA SCOLASTICA – Passati anche i tempi in cui per extra scolastica si intendeva ciò che cadeva al di fuori degli orari di scuola. Oggi pare che quell’extra abbia un’accezione più che altro economica, come a dire: “Concediamo ai nostri figli un extra, un lusso”. Pagandolo naturalmente di tasca nostra. Così succede spesso per l’attività fisica, per cui si usa la palestra (della scuola) ma è necessario un istruttore/istruttrice di psicomotricità esterno.

Davanti a tutto questo pare che la sfida iscrizioni scuola materna sia per mamme e papà non solo una questione che riguarda il futuro del proprio  singolo bambino, ma il futuro di un’intera società. Di un’intera nazione. La nostra. Una nazione che continua a garantire finanziamenti alla scuola privata e ferire quella pubblica, sottraendo risorse in nome di un’idea di “razionalizzazione” che con la ragione non ha nulla a che spartire.

MammAvventura

 

 

 

 

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