Ischia. Arrestato il Sindaco per tangenti per la metanizzazione dell’isola

Il Gip del Tribunale di Napoli ha disposto l'arresto del Sindaco di Ischia con l'accusa di aver accettato tangenti per la metanizzazione dell'isola

Ischia - Trema il terreno nella celebre isola. É stato arrestato con l’accusa di aver accettato tangenti il Sindaco di Ischia, Giuseppe Ferrandino.

LE ACCUSE – Le indagini che hanno portato all’arresto di Ferrandino, sono state condotte dal Comando per la Tutela dell’Ambiente dell’Arma dei Carabinieri. A compiere l’arresto il Capitano Sergio De Caprio, noto per essere stato il Capitano Ultimo, l’ufficiale che nel 1993 portò alla cattura di Totò Riina. Oltre al Sindaco coinvolte altre nove persone nelle indagini e personalità della Cooperativa CPL Concordia. Tra gli arrestati il fratello del Sindaco Massimo Ferrandino, Francesco Simone, Relazioni Istituzionali CPL Concordia, Roberto Casari – ex Presidente ora in pensione, ma considerato dal gip il regista delle operazioni – Nicola Verrini, responsabile commerciale area Tirreno, Bruno Santorelli, responsabile del nord Africa, Maurizio Rinaldi, Presidente del CdA della CPL Distribuzione, e Massimiliano D’Errico, imprenditore casertano. Scattati invece gli arresti domiciliari per il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Ischia, Silvano Arcamone, mentre Massimo Continati e Giorgio Montali, direttore amministrativo e consulente esterno della CPL, hanno l’obbligo di dimora nel comune di residenza.

LE PROVE – A convincere il Gip del Tribunale di Napoli Amelia Primavera e quindi a far scattare le manette, 330 mila euro derivanti da convenzioni fittizie nell’albergo di famiglia, l’assunzione del fratello del Sindaco come consulente ed un viaggio a Tunisi. Movimenti quindi di denaro che avrebbero portato il Gip a chiedersi da dove provenissero.

LA METANIZZAZIONE DELL’ISOLA – Il processo di metanizzazione dell’isola, come si evince dal video esplicativo della realizzazione del gasdotto, è durato 4 anni. Un processo che ha portato Ischia ad essere la seconda isola dopo la Sicilia ad usufruire del metano, e quindi a godere di un progetto innovativo sia per la salvaguardia dell’ambiente che per l’incremento del turismo. L’impianto parte dal comune di Bacoli (NA), che collega la baia di Napoli all’isola, attraverso una rete di 13 chilometri di condotte sottomarine e 45 chilometri di reti terrestri, per una spesa totale di 24 milioni di euro dal 2005 – quando Ischia Gas, società della cooperativa CPL Concordia, venne fondata – al 14 dicembre 2009, data in cui è stato inaugurato il gasdotto.

Silvia Paparella

@SPaparella

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