“Iron Sky”: bizzarrie e poco più

Recensione Iron SkyIron Sky, questo “divertissement” ucronico firmato Timo Vuorensola (Star Wreck), è quanto di più bizzarro e improbabile sia apparso nei cinema del bel paese negli ultimi tempi. Quasi ci si chiede come questo film non sia uscito direttamente nel mercato home video. Quarta opera filmica per il regista finlandese e coproduzione tra Germania, Finlandia e Australia, Iron Sky è un film fantascientifico che ipotizza un diverso corso storico degli eventi, una variazione affatto particolare.

È il 2018 e gli Stati Uniti d’America hanno mandato sulla Luna, per la prima volta nella loro storia, un astronauta di colore in modo da far guadagnare il più alto numero di voti possibile all’attuale presidente che vede il suo mandato scadere a breve. La missione non solo non è un successo, ma in più viene scoperta una vera e propria colonia nazista sulla Luna pronta a riconquistare il pianeta Terra, ormai abbandonato settant’anni prima. La lotta si giocherà tra Led Zeppelin futuristici, campagne elettorali e botte da orbi.

Vuorensola, già dalle prime immagini del film, vuole suggerire al suo spettatore che nulla deve essere preso sul serio, accostando immagini degne degli hollywoodiani film di fantascienza a canzonette allegre e leggere. E infatti poco di questo film merita di essere preso sul serio. Sembra di assistere ad un’ora e mezza di assurdità intervallate, per fortuna, da qualche buon dialogo che strappa sicure risate allo spettatore. Gli attori, dal canto loro, passano con grande disinvoltura da passaggi seriosi e ricchi di azione a momenti demenziali degni dei migliori – o peggiori? – film di serie B. Esemplare da questo punto di vista il buon Udo Kier (The Kingdom, Dogville, Melancholia), che con la sua interpretazione volutamente scocciata e irrispettosa mostra quanto questo film sia un gioco, una giostra di effetti speciali e poco più.

Recensione Iron SkyIron Sky è un film che merita poche parole, poiché la sua parte fantascientifica è zoppicante e abbozzata, i personaggi sembrano delle macchiette uscite dalle penne di sceneggiatori appena all’altezza di scrivere il loro “diario segreto”, le parti comiche più divertenti sembrano slegate dagli eventi e quando Vuorensola cerca di essere politicamente scorretto, non fa altro che cadere in banalità trite e ritrite; se non altro il film del regista finlandese darà tante citazioni in pasto ai fanatici dei film a cui, lui stesso, si ispira (Guerre Stellari in primis). Purtroppo per fare un buon film non basta organizzare in senso logico un numero svariato di citazioni, fosse così, Iron Sky sarebbe da lodare. E così non è.

Emanuel Micali

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