Iran, Rohani risponde a Jack Dorsey su Twitter

Lo "scambio" tra Jack Dorsey, fondatore di Twitter, e il presidente iraniano Hassan Rohani

Lo “scambio” tra Jack Dorsey, fondatore di Twitter, e il presidente iraniano Hassan Rohani

Teheran – Dal giorno della sua elezione, si è capito che Hassan Rohani avrebbe intrapreso un cammino radicalmente opposto a quello del suo predecessore, Mahmoud Ahmadinejad. E così, dopo l’apertura agli Stati Uniti d’America, il riconoscimento della barbarie nazista nello sterminio ebraico, il nuovo presidente iraniano ha voluto rispondere direttamente a un tweet di Jack Dorsey, il fondatore della piattaforma sociale dai 140 caratteri.

Dorsey, con una nota chiaramente provocatoria, salutava Rohani dicendo: «Good evening, President. Are citizens of Iran able to read your tweets?» (Buona sera, presidente. I cittadini dell’Iran sono abilitati a leggere i suoi tweet?). Al che, Rohani rispondeva:

«Evening, @Jack. As I told @camanpour, my efforts geared 2 ensure my ppl’ll comfortably b able 2 access all info globally as is their #right». (Buonasera, Jack. Come ho detto a Christiane Amanpour – giornalista della Cnn – i miei sforzi sono concentrati sull’assicurare al mio popolo l’accesso a tutte le informazioni globali, com’è loro diritto)

Una risposta che è stata retwittata (lo strumento di condivisione su Twitter) da quasi 1.200 utenti, e alla quale Dorsey ha voluto nuovamente replicare dicendo: «Ci faccia sapere cosa possiamo fare per renderlo realtà». Uno scambio in realtà molto breve, ma che conferma la volontà della nuova guida politica iraniana di voltare pagina rispetto all’isolamento internazionale nel quale Ahmadinejad aveva ricacciato l’Iran.

Nella repubblica islamica, come del resto in Cina e Corea del Nord, sia Twitter che Facebook sono inaccessibili, tanto dal popolo quanto dai turisti, almeno di non utilizzare strumenti per criptare il segnale internet. Per contro, grandi aziende come la Apple hanno aperto il proprio mercato all’Iran, a testimoniare che il nuovo corso di Rohani potrà avere davvero l’effetto di rendere l’antica Persia, una nazione con enormi capacità turistiche, e dal fondamentale ruolo di mediatore nel difficile contesto geografico mediorientale., più aperta e “disponibile” al dialogo.

Stefano Maria Meconi

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