Iran, oggi le elezioni presidenziali

L'embargo posto dalla comunità internazionale all'Iran sarà uno dei problemi del prossimo presidente

Teheran – Sono oltre 50 milioni gli elettori iraniani chiamati a scegliere quest’oggi il nuovo presidente della Repubblica Islamica, il settimo della storia recente, che andrà a sostituire Mahmoud Ahmadinejad, non più ricandidabile al termine del secondo mandato. Le elezioni, che hanno preso il via alle 5.30 ora italiana (le 8 in Iran), termineranno alle 15.30 e vedranno, oltre alla scelta del presidente, anche quella di 126mila rappresentanti delle amministrazioni locali.

Secondo il ministro degli Interni Mustafa Mohammed Nayar, «prima dell’apertura dei collegi elettorali si sono formate code di persone che vogliono votare in numerose parti del paese», a significare che il voto di oggi è particolarmente sentito dall’elettorato iraniano, chiamato a una scelta difficile, e che potrà avere sbocchi diversi.

Ammessi all’elettorato passivo sono stati sei candidati, dopo la scrematura fatta dal potere religioso (vale la pena ricordare che, pur nella sua forma repubblicana, l’Iran è ufficialmente governato dal potere teocratico, sul quale vigila l’Ayatollah Ali Khamenei), dei quali quattro incarnano il potere ultraconservatore: Said Jalili, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale; Ali Akbar Velayati, collaboratore di Ahmadinejad; Mohammed Bagher Qalibaf, sindaco uscente di Teheran; Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio per il Discernimento. Hasan Rohani è il candidato moderato, portatore delle istanze riformiste, e Mohammed Bagheri, sul quale si hanno poche informazioni, e che dovrebbe rappresentare una scelta di poco valore per gli elettori.

Rezaei e Velayati sono al centro di una diatriba internazionale per l’accusa, mossa dalla magistratura argentina, di aver progettato un attentato alla sede di Buenos Aires dell’Associazione mutuale israelita argentina, che fece 85 morti nel 1994. Su Rezaei vige un mandato di cattura internazionale (“codice rosso”), mentre Velayati è ricercato dall’Interpol.

In assenza di sondaggi ufficiali, alcune testate internazionali hanno avanzato l’ipotesi che Rohani e uno dei candidati vicini all’Ayatollah, non arrivando subito al 50% + 1 delle preferenze, si scontreranno nel ballottaggio del prossimo 21 giugno, ma non vi è nulla di certo, e un presidente potrebbe essere eletto già quest’oggi. Chiunque venga eletto, dovrà sottostare al potere e alle decisioni di Khamenei, la vera Guida Suprema dell’Iran, ma al contempo dovrà cercare di allentare la tensione con l’Occidente, provocata dalla crisi nucleare, e migliorare la situazione economica, resa molto difficile proprio a causa delle numerose sanzioni comminate da Onu, Unione Europea e dai singoli governi.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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