Iran. Khamenei: ‘Anche con l’accordo, gli Usa sono nemici’


New York  - «Anche con l’accordo sul nucleare, le nostre politiche verso l’arrogante sistema Usa non cambieranno»«Che sia approvato o meno il testo dell’accordo sul nucleare, non smetteremo di sostenere i popoli oppressi di Palestina, Yemen, Siria, Bahrein e Libano». A parlare così è il leader spirituale iraniano Khamenei il quale, via Twitter, ha provveduto a celebrare la fine del Ramadan con un post per tutti i fedeli: l’America è nemica.

KHAMENEI GELA OBAMA – Dall’altra parte del mondo, il twitt di Khamenei arriva come una doccia fredda sulla testa di Barak Obama, impegnatissimo a convincere l’opinione pubblica americana che l’accordo sul nucleare con l’Iran, capofila e sostenitore del terrorismo internazionale di matrice islamica, è un’occasione per promuovere la pace nel mondo. Al momento l’America pare dubbiosa e i dubbi sembrano aumentare man mano che si avvicina il giorno del voto al Congresso per il via libera definito al piano di Obama.

Racconta IlMessaggero.it in queste ore: il Gop repubblicano scalpita minacciando una battaglia epica con lo slogan Stop Iran Rally; le grandi lobbies israeliane si stanno mobilitando in forze per rendere l’accordo ‘non economicamente attraente’ alla diplomazia americana e subito dietro Israele, lo stesso stanno organizzando l’Arabia Saudita e alcuni Paesi del Golfo mentre l’Egitto si schiera ufficialmente contro l’accordo e ufficiosamente a favore di Israele. La possibilità di pace vellicata da Obama pare stia per trasformarsi in un corsa tra super potenze all’arma atomica, in una zona caldissima come il Medio Oriente.

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Barak Obama

AMERICA DIVISA – Ma Obama non retrocede: «Non devo chiedere scusa per aver reso il nostro Paese e il mondo più sicuri», ha annunciato il presidente Usa nel tradizionale messaggio del sabato alla nazione, giusto poche ore prima che Khamenei gelasse la diplomazia dem con il suo Twitt al popolo musulmano e che Mohammad Youssef Abdulazeez, 24 anni, simpatizzante dell’Isis uccidesse 4 marines al centro di reclutamento di Chattanooga (Tennessee). Un episodio che Obama – ha sostenuto il commentatore Charles Krauthammer, punta della Fox Tv – ha voluto ridurre a un «atto di violenza insensata», anziché dare il giusto nome agli eventi in corso: terrorismo.

Fatto sta che, secondo l’ultimo sondaggio Pew Research, pochi giorni prima del caso in Tennessee, il 53% degli americani sosteneva di temere il ritorno del terrorismo e di temere l’Isis.

Foto|| comedonchisciotte.net;

 Chantal Cresta

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