Iran: al via i colloqui di Ginevra sul nucleare

Dopo le provocazioni internazionali di Ahmadinejad, l'Iran di Rohani sembra voler dialogare con l'Occidente sul nucleare

Dopo le provocazioni internazionali di Ahmadinejad, l’Iran di Rohani sembra voler dialogare con l’Occidente sul nucleare

Ginevra – Prendono il via quest’oggi nella città svizzera di Ginevra, sede europea delle Nazioni Unite, i colloqui dei cosiddetti 5+1 sulla questione del nucleare in Iran. Al tavolo delle trattative, dopo le accomodanti dichiarazioni rilasciate a New York dal nuovo presidente iraniano Rohani, siederanno Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania in rappresentanza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Per l’Iran, sarà presente Mohammed Javad Zarif, ministro degli Affari Esteri.

Zarif ha voluto informare su Facebook sul programma odierno, dicendo che «oggi inizieranno trattative molto difficili perché siamo entrati nella fase dei dettagli, che è sempre difficile e precisa», ma confermando sostanzialmente le dichiarazioni fatte alla stampa francese, sulla possibilità di un primo accordo di massima già nel corso di questa settimana. All’incontro di oggi Zarif non sarà presente, per una visita breve a Roma, dove incontrerà il capo della Farnesina, Emma Bonino, con la quale discuterà proprio dei rapporti internazionali dell’Iran e sul dossier nucleare, ma prenderà parte invece Catherine Ashton, responsabile dell’Alto commissariato Ue per la sicurezza e gli affari esteri.

Gli Stati Uniti, attraverso le parole di un funzionario che però ha preferito rimanere anonimo, metteranno sul tavolo delle trattative la sospensione «limitata e reversibile» delle durissime sanzioni economiche pubblicate alla Repubblica Islamica, se l’esecutivo di Rohani accetterà la sospensione del programma di arricchimento dell’uranio, che l’Iran ha sempre classificato «per usi civili», mentre la comunità internazionale insiste che sia propedeutico alla creazione di armi atomiche.

«Quello a cui puntiamo ora è una prima fase, un primo passo, un accordo iniziale che fermi il programma nucleare dell’Iran e lo riporti indietro per la prima volta dopo in decenni – specifica il funzionario Usa – noi siamo pronti a offrire una revoca limitata, mirata e reversibile delle sanzioni». Si tratterebbe, in sostanza, di un accordo-ponte per arrivare, in un futuro non troppo prossimo, a una decisione definitiva che ponga fine tanto all’uso dell’energia nucleare in Iran (salvo accordi sull’approvvigionamento energetico a uso civile), quanto al clima di tensione economica e istituzionale tra la comunità occidentale e il paese asiatico.

Stefano Maria Meconi

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